
Patrizia Giovannini, coordinatrice provinciale della Gilda Insegnanti di Latina
LATINA - La macchina scolastica arranca. A poco meno di due settimane dall’avvio delle lezioni le attività propedeutiche all’avvio dell’anno didattico in provincia di Latina sono in alto mare. Le nomine dei dirigenti, la sistemazione dei docenti soprannumerari, le assegnazioni provvisorie registrano quest’anno un ritardo senza precedenti. Né è stato ancora comunicato il calendario di convocazione per gli incarichi a tempo determinato, tantomeno decisa la scuola-polo in cui gli aspiranti prof si raccoglieranno per le attribuzioni. Dei trenta posti di dirigente scolastico vacanti in altrettanti istituti della provincia – circa un terzo del totale dei plessi sul territorio – solo undici risultano ad oggi coperti. «Non era mai successo che al 31 agosto i presidi non fossero ancora stati nominati – spiega Patrizia Giovannini, coordinatrice provinciale della Gilda degli insegnanti di Latina – questo non fa che penalizzare la provincia e slittare ulteriormente le operazioni utili a garantire l’avvio dell’anno scolastico; sono infatti i dirigenti, una volta insediati, a comunicare i posti di cui l’istituto ha bisogno, a distribuire gli organici nelle classi, a stabilire il calendario delle attività didattiche».
«La situazione è tragica – denuncia la Giovannini – le norme ministeriali che tagliano organici e cattedre ritardano la determinazione delle disponibilità in termini di posti a tempo determinato: il quadro degli incarichi da conferire risulta al momento incompleto e non esaustivo». Certo è che a molti sarà impedito di insegnare. A fare le spese del ridimensionamento voluto dal Governo saranno soprattutto i precari storici della scuola: docenti che per anni hanno preso incarichi con scadenza al 31agosto o al 30 giugno potrebbero doversi accontentare di una supplenza, che non è detto sia annuale. In barba a graduatorie e anzianità alcuni non potranno lavorare, privati di un diritto prima ancora che di un dovere.
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La Gilda provinciale di Latina, dal canto suo, è da tempo e oggi più che mai parte attiva nella salvaguardia del diritto allo studio e al lavoro: «Continueremo a muoverci per la tutela di una graduatoria che tenga conto dei titoli accumulati nel tempo e della professionalità acquisita sul campo, in anni di insegnamento».
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