“Federalismo mafioso” per la gestione del Mof. Coldiretti: “Così la frutta costa il triplo”

Il MOF

FONDI – Commentando l’operazione della Dia scattata ieri all’alba, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha fatto luce sul controllo del trasporto e la gestione del mercato ortofrutticolo di Fondi attuato da un cartello di clan della camorra, della mafia e della ‘ndrangheta, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha parlato di «federalismo mafioso». La Coldiretti ha denunciato la lievitazione dei prezzi, fino al 200% dal campo alla tavola dovuta proprio all’azione della criminalità organizzata che falsa le regole del mercato. Ad esempio, per essere impacchettate, le fragole vengono inviate da Vittoria, in Sicilia, a Fondi ; da lì vengono poi distribuite in tutto il Sud Italia e a Milano, con conseguenze sui prezzi enormi. 

I CLAN – Casalesi e Mallardo alleati con le famiglie mafiose dei Santapaola-Ercolano gestivano il monopolio dei trasporti da e per il Mof di Fondi. Sessantotto ordinanze di custodia cautelare, sequestri di beni per 90 milioni di euro, tra aziende, appartamenti, terreni, conti bancari e una flotta di automezzi commerciali, è il bilancio ultimo dell’ operazione.  «Con questa operazione viene accertato un collegamento operativo tra i Casalesi e Cosa Nostra nel settore del trasporto della frutta. È un’altra grande operazione della Polizia contro il sistema di criminalità che, ogni giorno, viene colpito duramente», ha dichiarato il ministro dell’Interno Roberto Maroni.

MANETTE AI D’ALTERIO – Arresti sono scattati anche a Fondi , dove sono finiti in manette Giuseppe, Luigi e Melissa D’Alterio di 54, 31 e 29 anni L’accusa per tutti è di associazione per delinquere di stampo camorristico, illecita concorrenza con violenza e minacce, e reimpiego di capitali provento di delitti. “I D’Alterio – hanno spiegato gli investigatori  dela Questura di Latina – quali gestori della Lazialfrigo, avvalendosi della forza d’intimidazione dell’organizzazione di stampo mafioso e del sodalizio denominato “clan dei casalesi” che controllava la Provincia di Caserta e parti delle limitrofe province di Latina e Napoli, assoggettavano le attività di accesso e, quindi, di carico, scarico e trasporto di ortofrutta all’interno del mercato di Fondi e, quindi, gli operatori, alle regole monopolistiche da loro fissate. In particolare il trasporto su gomma sulle tratte fra il Mof e l’Italia nord occidentale veniva attribuito alla Lazialfrigo srl in modo che nessun commerciante avrebbe potuto affidare ad altre ditte il trasporto dell’ortofrutta. Chi lo faceva veniva intimidito anche con il ricorso alla minaccia di attentati a beni e persone o a quella di non potere più frequentare il Mercato di Fondi. Inoltre, le indagini hanno dimostrato che la società fondana “Lazialfrigo” di proprietà della famiglia D’Alterio, costituisce l’avamposto Casalese nel basso Lazio nel settore del trasporto su gomma dei generi ortofrutticoli all’interno del più importante mercato ortofrutticolo nazionale (MOF), supportandone ed incrementandone la posizione dominante anche nelle tratte verso il settentrione.

I COMMENTI – «Un’importante battuta d’arresto alla malavita». afferma il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. Un plauso convinto alle forze dell’ordine, agli inquirenti e al ministro Maroni arriva dal senatore del PdL Claudio Fazzone. La maxioperazione antimafia della Dia in corso in queste ore mette in evidenza quello che il Pd sostiene da anni: il territorio del Sud del Lazio e dell’Agro Pontino è pesantemente infiltrato dalla criminalità. organizzata», sottolinea il senatore del Pd Raffaele Ranucci. “Che il mercato ortofrutticolo di Fondi fosse controllato dalla camorra lo diceva anche la relazione del prefetto Frattasi più volte osteggiato da noti esponenti politici del centro destra locale”, afferma il coordinatore dell’Idv del Lazio, Stefano Pedica.

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