Lazio, l’epicentro della crisi occupazionale

Di Berardino

LAVORO – Quasi mezzo milione di persone. L´emergenza lavoro nel Lazio parla con i numeri. E fa paura. Secondo una ricerca firmata Prometeia e rilanciata dalla Cgil regionale, sarebbero già 25mila gli individui che hanno perso il posto di lavoro dall´inizio dell´anno. A questi vanno aggiunti 213mila disoccupati già esistenti, le 100mila partite Iva o collaborazioni professionali che risultano attive ma che in realtà sono interrotte, i 60mila “scoraggiati” che hanno rinunciato a cercare lavoro, gli 80mila in cassa integrazione. In totale, appunto, mezzo milione di persone attualmente senza lavoro”.

REPUBBLICA – Lo scrive su La Repubblica Daniele Autieri. “È un´emergenza regionale – attacca il segretario della Cgil di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino – che continuerà tutto l´anno. Né c´è da attendersi aiuti pubblici: nel 2009 il Comune di Roma non ha adottato né accordi né atti amministrativi che abbiano effetto nel 2010. Lo stesso vale per il piano di investimenti infrastrutturali siglato con la Regione e poi bloccato dal Cipe”. La logica, in questi casi, supera la speranza – prosegue il quotidiano – per ogni milione di euro investito si creano in media 22 posti di lavoro. Quindi, zero investimenti, zero posti di lavoro. Una situazione già grave resa più difficile dal fatto che gli altri due serbatoi dello sviluppo (consumi e imprese) sono a secco. I consumi interni sono stazionari perché i salari crescono meno dell´inflazione, mentre le imprese vedono diminuire ogni mese il livello di produttività degli stabilimenti (ormai al 65%)”. “Questi dati confermano che il Lazio è l’epicentro della crisi. Se non si attivano provvedimenti efficaci tra qualche mese la situazione sarà insostenibile. Per creare 100mila posti di lavoro ci vogliono 5 miliardi di investimenti”. Un prezzo altissimo che difficilmente le istituzioni locali saranno in grado di pagare.

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