Patto tra camorra e Mafia per i trasporti al Mof. A Fondi rispuntano i D’Alterio, uno è latitante(2)

FONDI – “È una grande operazione contro il clan dei Casalesi ma non solo”. Così il ministero dell’Interno, Roberto Maroni, ha commentato l’operazione antimafia della Dia che ha consentito di arrestare circa 70 persone  appartenenti ai clan camorristici dei Casalesi e Mallardo, alleati con le famiglie mafiose dei Santapaola-Ercolano, tra cui anche tre memebri della famiglia D’Alterio a Fondi. 

L’operazione ha smantellato una presunta organizzazione criminale che imponeva il monopolio ai commercianti ed agli autotrasportatori di prodotti ortofrutticoli in tutto il centro-sud Italia, con la conseguente lievitazione dei prezzi della frutta.  Sono in corso perquisizioni e sequestri a carico di società e aziende operanti nei maggiori mercati ortofrutticoli della Campania, del Lazio e della Sicilia, tra cui il Mof di Fondi. 

«Con questa operazione – ha spiegato Maroni – viene accertato un collegamento operativo tra i Casalesi e Cosa Nostra nel settore del trasporto della frutta».  Gli arresti sono scattati nelle prime ore dell’alba di oggi nei confronti di presunti affiliati ai Casalesi, gruppo capeggiato da Francesco Schiavone detto Sandokan, una dozzina di appartenenti ai clan Licciardi e Mallardo di Napoli, e di sei esponenti del clan Santapaola, tra cui il reggente, cognato del boss, Giuseppe Ercolano. In sostanza la ‘cupolà imponeva alle ditte che operano nell’ambito dei mercato ortofrutticoli del Centrosud una unica ditta di trasporti, catanese, gestita da Ercolano. Nel mirino di mafia e camorra era finito anche il mercato di Fondi, ritenuto uno dei più importanti d’Europa. Per portare frutta e ortaggi da Fondi alla Sicilia la ditta di autotrasporti era sempre la stessa: quella di Ercolano. Quattro ordinanze riguardano membri della famiglia D’Alterio di Fondi, tre sono già state eseguite dagli uomini del commissariato di Fondi, mentre una quarta personma è latitante. Nel corso dell’indagine, sono stati sequestrati veri e propri arsenali di armi provenienti dalla Bosnia.

I particolari dell’operazione verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa in corso nella sede della Procura della Repubblica di Napoli. «La rilevanza dell’operazione si ravvisa nell’alleanza che nel tempo si è prodotta tra mafia, camorra e ‘ndrangheta per poter monopolizzare l’attività nel settore dell’ortofrutta», ha sottolineato il generale e direttore della  Dia, Antonio Girone.

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