Consiglio provinciale, il report

Armando Cusani

LATINA – Si è riunito oggi il Consiglio provinciale.

In apertura dei lavori è stata rinviata la discussione sulla “variazione del Programma triennale 2010/2012 e Piano annuale 2010 delle Opere Pubbliche”. La decisione è stata condivisa dall’assise per poter affrontare l’importante tema con maggiore tempo e completezza.

Si è proceduto poi alla votazione della “L.R. 06-12-2004 n. 47 riguardante il Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE)” e all’esame delle interrogazioni. La discussione è proseguita con l’intervento del Consigliere Enzo Eramo sulle dotazioni sportive che la Provincia offre e sulla necessità di dotare gli impianti di defibrillatori.

“La Provincia segue un progetto globale in materia di sport, sicurezza, e impiantistica sportiva – ha risposto l’assessore allo Sport Enrico Tiero – quella di Latina è una delle poche amministrazione provinciali in Italia ad aver realizzato un impianto sportivo in ogni comune. Per quanto riguarda la manutenzione degli impianti abbiamo avuto un incontro con l’amministrazione regionale che ha dato la propria disponibilità ad andare incontro alle nostre richieste che riflettono quelle dei Comuni. Sulle nuove iniziative da intraprendere inseriremo anche i defibrillatori perché è sicuramente uno strumento idoneo alla pratica sportiva”.

L’argomento si è poi spostato sulle crisi industriali della provincia e sul mancato pagamento dei lavoratori della Coop Service presso il liceo scientifico Ettore Majorana di Latina, argomenti delle interrogazioni dei consiglieri Fausto Nuglio e Domenico Guidi. L’assessore alle Politiche della Scuola Giuseppe Schiboni in risposta ha relazionato come segue:

1. nell’anno 2001 è stato sottoscritto W1 contratto tra il liceo Scientifico Statale Ettore Majorana, affidante, e il CNS (Consorzio Nazionale Servizi), affidatario, con sede in Bologna, a seguito di gara indetta dal MIUR;

2. in data 25 gennaio 2005 è stato sottoscritta dal MIUR (Ministero Istruzione Università Ricerca) con il Consorzio CNS una proroga delle attività svolte in applicazione della Convenzione Quadro;

3. il contratto è stato ulteriormente prorogato, anno per anno, a decorrere dall’1 gennaio 2005;

4. a decorrere dal 1° gennaio 2005 il costo mensile riconosciuto dal MIUR è stato di € 2.029,91 IVA inclusa per ciascun addetto ex LSU;

5. l’orario settimanale di lavoro degli ex LSD è rimasto confermato in 35 ore settimanali;

6. 1’Amministrazione (MIUR) si è fatta garante del contratto stipulato con il CNS;

“In conclusione – ha commentato Schiboni – si evince chiaramente che la Provincia di Latina non ha alcuna competenza di intervento per dirimere la delicata questione da un punto di vista contrattuale, né potrebbe, pertanto, accollarsi la relativa responsabilità finanziaria, seppure temporanea, mediante utilizzo di risorse proprie, anche in considerazione del fatto che la vicenda interessa diversi Istituti Scolastici della Provincia di Latina di ogni ordine e grado”.

Sul problema occupazionale è intervenuto di seguito anche il presidente Armando Cusani. “L’obiettivo di fare un Consiglio provinciale sulle crisi industriali per affrontare l’argomento in maniera articolata è condivi visibile. Sono convinto – ha detto il presidente Cusani – che è difficile pensare che il tempo e la forza di un Consiglio non possano essere sufficienti per superare le crisi ma sono altrettanto convinto che un Consiglio possa servire ad analizzare se sono state messe in campo tute le forze e le azioni previste, per evitare che le crisi messe in fila siano l’immagine della nostra provincia. L’approccio non può essere ideologico, né di parte. Il lavoro appartiene a tutti è qualcosa di sacro e di laico. Il motore dello sviluppo economico di una comunità non è solo lo stato ma è certamente la comunità locale e le istituzioni locali”.

Alle 12 è stato affrontato il primo punto all’ordine del giorno riguardante il “Piano Regionale in materia di riorganizzazione delle strutture sanitarie” (inizialmente rinviato). Il primo a prendere la parola è stato il consigliere Loreto Bevilacqua che all’inizio del suo interveto ha espresso solidarietà ai rappresentanti sindacali Cgil che nel frattempo stavano scioperando in piazza della Libertà, davanti al palazzo del Governo.

 

“Il debito di 10 milioni di euro è stato coperto – ha esordito Bevilacqua – nel 2005 la Regione Lazio aveva un deficit di 2 miliardi di euro, nel 2009 il deficit è sceso a 1 miliardo e 300 milioni di euro, con una diminuzione di 700.000 euro. Il nuovo governatore del Lazio, appena insediata, in qualità di Commissario ad acta, ha tagliato, con decreto, 2.500 posti letto. Si parla del 2,8 per mille in provincia di Latina dei posti letto, un numero al di sotto dei livelli di assistenza, per la Conferenza stato regione deve salire al 3,3 per mille. Tagli indiscriminati che non tengono conto della specificità, su questo dobbiamo ragionare. Perché promuoverli su Roma è diverso rispetto alla Provincia. Sono preoccupato quanto voi perche in provincia di Latina era stato individuato un Dea di II livello per creare le condizioni nella nostra provincia per fornire maggiori servizi ma credo che questi tagli comportino delle difficoltà sul miglioramento delle strutture. Sono d’accordo che occorre rimodellare la rete ospedaliera ma anche l’offerta, e quindi l’efficacia, sanitaria eliminando liste di attese lunghe e ricoveri inappropriati. In Regione, inoltre è previsto un ulteriore decreto che porterà alla decurtazione del 10% delle strutture complesse, non vorrei che questi decreti determino un ulteriore impoverimento della sanità sia in termini qualitativi che quantitativi”.

“Federalista” l’intervento di Claudio Cardogna che ha auspicato il distacco dal “Peso massimo che è Roma”. Toni forti quelli usati da Paolo Graziano per la difesa degli interessi della Provincia.”La sanità – ha detto Graziano – non è un problema né di destra né di sinistra. Dobbiamo tenere alta la guardia. Dobbiamo prendere atto che ci sono state delle difficoltà e oggi la situazione non è più sostenibile. A Roma debbono sapere che noi come provincia, nell’interpretare i sentimenti di ciascun comune, non ci lasceremo spogliare dei servizi. Non possiamo essere tagliati fuori”.

Salvatore Di Maggio, sempre in materia di sanità ha lanciato l’allarme delle “macroaree”. “Destano profonda preoccupazione – ha detto Di Maggio in riferimento alle macroaree – perché non si riferiscono alla dislocazione dei servizi sul territorio. Una delle conseguenze più immediate dell’attuazione delle macroaree è quella che potrebbe mettere a rischio un provvedimento che tutti noi, abbiamo sostenuto in momenti diversi e in tempi diversi e che è stato una conquista per tutta la provincia di Latina: il Dea di II livello individuato nel presidio ospedaliero Santa Maria Goretti, a servizio non solo per la provincia di Latina ma anche per quella di Frosinone. La macroarea, così disomogenea, nella quale è inserita la provincia di Latina, va da Fiumicino a Minturno, Frosinone è esclusa, mettendo a rischio il Dea di II livello a Latina. Noi soltanto potremmo costituire una macroarea ma se non fosse possibile potremmo unirci a Frosinone e basta, lasciando fuori la provincia romana, altrimenti le risorse sarebbero ridotte a una miseria. Tutta la manovra ruota intorno a questa filosofia delle macroaree. Non abbiamo tanto tempo a disposizione. La provincia che pur non avendo competenze dirette, può coordinare la conferenza dei sindaci, facendo presente questo grosso ostacolo per la nostra provincia”.

Il presidente del Consiglio Michele Forte ha rinviato la conclusione sul tema alla prossima seduta. Nel frattempo la Commissione Sanità stenderà un documento sul tema da presentare alla conferenza dei sindaci”.

 

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