Piano sanità, Sezze non sarà tagliato fuori, lo dice Giovanni Di Giorgi

SEZZE – “Il nuovo Piano sanitario regionale contiene elementi importanti al fine di razionalizzare le risorse e migliorare la qualità dei servizi e da questo punto di vista anche l’ospedale di Sezze può trarre grandi benefici”. Lo afferma il consigliere regionale del Pdl, Giovanni Di Giorgi, che commenta i contenuti del Piano sanitario regionale varato dalla Presidente Renata Polverini nella sua qualità di Commissario regionale alla sanità.

“L’ospedale di Sezze non verrà chiuso, semplicemente diventerà un PTP, (PRESIDIO TERRITORIALE DI PROSSIMITA’). Per valutare al meglio questa trasformazione occorre tenere presente che la necessità di fornire risposte appropriate alla domanda di salute, espressa soprattutto dagli anziani, implica l’attivazione di nuove forme assistenziali rispetto a quelle offerte tradizionalmente dagli ospedali per acuti. Appare quindi strategico programmare la realizzazione di strutture in grado di fornire risposte socio-sanitarie non basate soltanto sull’alta tecnologia ma che risultino appropriate ai bisogni del paziente e dei suoi familiari.  Ecco, allora, che Il PTP favorisce l’integrazione dei servizi sanitari e sociali, valorizza il ruolo del Medico di Medicina Generale e degli altri professionisti che operano nell’area delle cure primarie e intermedie ed è da considerarsi quale “domicilio allargato”. E’ sull’organizzazione della sanità sul territorio che bisogna spostare l’attenzione – afferma Di Giorgi – Attraverso il potenziamento dell’assistenza territoriale domiciliare si può rispondere in modo appropriato alla mutata domanda di salute e di cure, per la quale la sola risposta ospedaliera è evidentemente impropria e inutilmente più costosa. Altro aspetto strategico deve essere l’integrazione tra servizi sanitari e sociali: non esiste, per i bisogni di cui ognuno di noi è portatore, una divisione netta tra quelli di tipo sociale e quelli di tipo sanitario.

In tale contesto la trasformazione dell’ospedale di Sezze può giocare un ruolo fondamentale e diventare un vero modello in modo tale da poter erogare prestazioni che vadano oltre la semplicistica attività di consulenza (visite), per offrire all’utenza una vasta gamma di servizi di primo livello con un potenziamento dell’attività diagnostica nel settore cardiovascolare (elettrocardiografia, Holter ed ecocardiografia, ecografia vascolare), nel settore neurologico (elettroencefalografia e Unità Valutazione Alzheimer), endocrinologico (ecografia tiroidea), urologico e ginecologico (ad esempio: per l’urologia effettuazione di esami di routine quali uroflussometria, urodinamica, ecografia urologica; per la ginecologia effettuazione del monitoraggio ecografico della gravidanza).

Ecco, allora che nel nuovo assetto  dell’ospedale di Sezze ci sarà il mantenimento del primo soccorso, il potenziamento delle attività di “day surgery“ e il potenziamento dei servizi ambulatoriali specialistici e di diagnostica investendo sulla prevenzione e sulla cura  seguendo gli standard della buona pratica clinica (best clinical practice, BCP).

Tutto questo consentirà di limitare i ricoveri inappropriati.

In definitiva, la rivalutazione dell’Ospedale di Sezze deve fondarsi su quattro principali direttive:

· Potenziamento dei servizi ambulatoriali specialistici  e attività diagnostiche

· Potenziamento delle attività di Day Surgery chirurgico: potrebbe diventare una punta di diamante non solamente per il Presidio Ospedaliero di Sezze ma per tutta la ASL LT. L’Ospedale Setino dispone di un’ impeccabile struttura di Day Surgery con un adeguato reparto (15 posti letto), adiacenti ad un gruppo operatorio composto da due sale strutturalmente più che adeguate allo svolgimento della attività

· Trasformazione dei 2 reparti di degenza attualmente presenti (medicina e geriatria)

· Mantenimento della Postazione di Primo Intervento

Mi sento di affermare che i dubbi ed i timori che possono avere i cittadini di Sezze circa il futuro dell’ospedale San Carlo sono infondati  e invito i rappresentanti politici cittadini ad una serena analisi del Piano sanitario che, ribadisco, non prevede la chiusura dell’ospedale “San Carlo da Sezze” ma, come nello spirito dell’intero Piano, una razionalizzazione dei servizi – sottolinea il consigliere regionale – Se, in linea generale, il Piano rappresenta quell’opera di completamento della rete sanitaria regionale, attesa da vent’anni, puntando alla ottimizzazione delle risorse e dei servizi per una loro migliore utilizzazione e adesione alle esigenze del territorio per quanto concerne nello specifico l’ospedale di Sezze il criterio utilizzato è quello della riconversione dei posti letto sottoutilizzati per assegnarli all’aumento delle prestazioni in day hospital. In sostanza – continua il consigliere regionale –  ci saranno meno degenze ordinarie, cioè di lunga durata, per far posto invece a ricoveri in day hospital.

Per evitare di generare equivoci o errori auspico, allora, un confronto sereno e puntuale che possa arrivare ad evidenziare come il Piano sanitario non obbedisce a semplice logiche di risparmio sotto il profilo dei conti, ma a guidare le nuove linee è la ottimizzazione dei servizi e delle risorse”.

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