Quattro vele a Ventotene, Gaeta ne perde una. Il quadro di Legambiente

Ponza

LAZIO – Si conferma un quadro di sostanziale stabilità – con luci e ombre – per le ventidue perle del Lazio, tra località marine e lacustri, che anche quest’anno si sono guadagnate l’ambito premio delle “vele” della Guida Blu 2010 di Legambiente, che quest’anno festeggia la sua decima edizione con una veste grafica tutta nuova.

Anche nel 2010 nessuna località nella nostra regione può fregiarsi del top delle “5 vele”, quindi sul fronte del mare in vetta alla classifica rimane l’isola di Ventotene (Lt) con “4 vele”. Conferma le sue 3 “vele” Sperlonga (Lt), mentre Gaeta (Lt) ne perde una e si ritrova nel gruppo delle “2 vele” che anche quest’anno vede insieme Sabaudia (Lt), Ponza (Lt) e San Felice Circeo (Lt).

Ventotene

VENTOTENE

– L’isola di Ventotene conferma le sue eccellenze nei parametri ‘Sub’, ‘Mare e Spiaggia’ e ‘Uso del suolo/degrado paesaggio’, ma restano le ombre sulla gestione dei rifiuti e sulla protezione ambientale, così come resta aperto il capitolo della gestione del territorio con il gravissimo dissesto idrogeologico che lo scorso aprile ha provocato la morte di due giovanissime studentesse romane; scarse valutazioni per ‘Mobilità’, ‘Energia’, ‘Servizi ai disabili’ e ‘Sostenibilità’ su Ponza, con l’aggiunta dei ‘Rifiuti’; Sabaudia e San Felice Circeo si difendono grazie al parametro ‘Oltre il mare’.

Lorenzo Parlati Presidente di Legambiente Lazio

LEGAMBIENTE

– “Con la Guida Blu torniamo a segnalare i tanti e bellissimi luoghi della nostra costa, chi cerca una bella vacanza al mare ha una vasta scelta anche nel Lazio tra aree verdi e centri storici da valorizzare, dove anche quest’anno si evidenzia però la necessità di un cambio di passo verso la sostenibilità dei trasporti, della gestione dei rifiuti con la differenziata, dei consumi energetici con nuove fonti rinnovabili, ma anche contrastando il cemento sulle spiagge -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio- Nove località marine su dodici evidenziano una decisa staticità, una peggiora e solo due fanno registrare un miglioramento: un contesto nel quale amministrazioni e imprese devono puntare con più convinzione sulla qualità, per recuperare nuovi flussi turistici e destagionalizzare le attività. In tal senso è positiva la nuova ‘Banca delle spiagge’ presentata dall’assessore al Turismo del Lazio, strumento digitale che deve essere utilizzato per implementare un innovativo piano regionale di utilizzo degli arenili e lo stesso nuovo piano delle coste, battendo l’erosione e contrastando i pericoli dei tratti di costa rocciosa per evitare assurde sciagure. La Regione ha una grande opportunità nella tutela e nella valorizzazione del nostro mare che è anche una grande responsabilità, da cogliere fino in fondo aprendo un allargato confronto con le parti sociali e le associazioni, nell’ambito della Cabina di regia del mare recentemente istituita dalla Giunta”.

“I mari e i laghi del Lazio rappresentano un enorme valore che va conservato con più attenzione, quei territori possono essere occasione di sviluppo, senza depredare le risorse meravigliose che custodiscono –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio– In particolare sui laghi speriamo che il nuovo ruolo assegnato alle Province con il federalismo demaniale possa spronare la realizzazione di politiche più coordinate sulla gestione del ciclo delle acque, sui rifiuti e per il controllo della pressione turistica. Cioè nella direzione esattamente opposta alle richieste avanzate nuovamente dai balneari, quando parlano di ‘continuità temporale d’azione’ delle loro imprese: sul demanio del mare e dei laghi non permetteremo mai nessuna svendita né assurde concessioni decennali e in tal senso crediamo che non serva alcuna rivisitazione del regolamento attuativo della Legge Regionale 13/2007. Riqualificazione, innovazione e sostenibilità sono le parole d’ordine, da rendere concrete incoraggiando piuttosto le scelte di quegli imprenditori interessati ai mezzi pubblici, alla ciclabilità, alla raccolta differenziata, alle energie rinnovabili e al risparmio idrico, ai prodotti tipici e tradizionali, ma anche ai servizi per i diversamente abili”.

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