Gallery e Audio – “No al bavaglio”: la protesta dei cronisti pontini contro il DDL intercettazioni

I cronisti pontini manifestano di fronte al Tribunale di Latina

LATINA – La mobilitazione nazionale prevista per le 17 di oggi a Roma e organizzata dalla Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) per dire no alla “legge bavaglio” è andata in scena, su scala ridotta, anche a Latina. Una vasta schiera di giornalisti, firme della carta stampata, di radio, televisione e quotidiani on line pontini, si sono raccolti alle 10 in piazza Bruno Buozzi, di fronte al Tribunale del capoluogo, scelto quale location della protesta perché simbolo della cronaca nera e giudiziaria, quelle che il ddl Alfano, limitando il ricorso allo strumento delle intercettazioni, vorrebbe azzerare. All’appello contro la legge bavaglio sulle intercettazioni hanno aderito, oltre ai cronisti locali, esponenti politici e sindacali della provincia, gli avvocati del “Legal Aid” e il centro studi “Angelo Tomassini” di “Bassiano cittadella del diritto”.

Con indosso una maglietta con la scritta “Nessun bavaglio, informazione libera”, realizzata appositamente per l’occasione, i rappresentanti della categoria hanno inscenato una protesta contro una legge che sa di censura e che, se approvata, renderebbe le indagini sulla criminalità comune e organizzata estremamente difficili. Insieme per difendere il diritto e dovere di raccontare subito e non in differita e per sommi capi. Nel corso della manifestazione è stato distribuito ai cittadini, il cui diritto di informazione la legge lede, un volantino con indicati alcuni dei fatti avvenuti di recente a Latina: la guerra criminale culminata a gennaio in due omicidi, l’inchiesta per truffa, corruzione e falso che ha coinvolto l’ex vicesindaco Maurizio Galardo; notizie sugli indagati nell’inchiesta conseguente al crollo sull’isola di Ventotene, nel quale sono rimaste uccise due giovani studentesse romane. Fatti che se fosse stata in vigore la legge non sarebbero mai stati scritti né pubblicati e i cui contorni, con i limiti imposti all’uso delle intercettazioni, non sarebbero mai venuti alla luce.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GIOVANNI DEL GIACCIO, GIORNALISTA DE  “IL MESSAGGERO” E RAPPRESENTANTE PROVINCIALE DELL’UNCI:

audioGiovanni Del giaccio]

«Questo disegno di legge non vieta solo le intercettazioni – ha spiegato Paolo Butturini, segretario di Stampa Romana – vieta sostanzialmente di fare cronaca, di raccontare ai cittadini di procedimenti in corso. Prima di essere un problema di noi giornalisti è un diritto dei cittadini che viene negato».

ASCOLTA L’INTERVISTA A PAOLO BUTTURINI:

audioPaolo Butturini]

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