Bandiera nera al Villaggio del Parco, luci e ombre del Circeo secondo Goletta Verde

SABAUDIA – Goletta Verde di Legambiente sbarca a Sabaudia, o meglio a Torre Paola, per festeggiare la rimozione della darsena abusiva sul Lago di Paola, in pieno Parco Nazionale del Circeo. Una prima vittoria che Legambiente si augura sia di buon auspicio per aggiudicarsi anche tutte le sfide in campo per la tutela e lo sviluppo del Parco. Per salvaguardare quest’area di pregio e tutelarla da illeciti e progetti di falso sviluppo, il Cigno Verde chiede si approvino immediatamente e con procedimento partecipato sia il Piano del Parco, che il Piano di Sviluppo socio economico, ma anche che si riscoprano patrimoni importanti e dimenticati, come le grotte del Promontorio del Circeo, e che si investa per rendere le spiagge accessibili per tutti, puntando su ricettività ecologica e turismo di qualità.

Due le iniziative che oggi Goletta Verde ha dedicato alla difesa del parco nazionale più antico d’Italia: la presentazione del Dossier Circeo e la Tavola Rotonda “Tra illegalità e sviluppo, a confronto sul Parco nazionale del Circeo”, organizzata nell’ambito di FestAmbiente Sabaudia, presso il Waterlife Lake Club, alle quali hanno partecipato anche Enrico Fontana, Direttivo nazionale Legambiente e curatore dossier Ecomafia; Gaetano Benedetto, Presidente Ente Parco Nazionale del Circeo; Anna Scalfati, giornalista; Antimo Turri, Presidente provinciale di Libera.

Goletta Verde al Circeo

Per denunciare il rischio illegalità che grava ancora pericolosamente sul Circeo, Goletta Verde ha assegnato la Bandiera Nera dei ‘nemici’ del mare per la vicenda della lottizzazione abusiva “Il villaggio del Parco” a Bella Farnia (Sabaudia – Lt). Vergognosa storia di un progetto sviluppatosi su un fondo agricolo di 12 mila metri quadrati, che prevedeva l’edificazione a “fini sociali” di un complesso casa-albergo per anziani autosufficienti, con divieto di vendita degli immobili, divenuti in realtà 285 unità abitative autonome vendute a plurimi acquirenti e accatastate come villini residenziali.“Grazie alla serrata battaglia che Legambiente ha messo in campo in questi anni insieme ad alcune realtà territoriali, si vedono risultati sui quali fondare una rinnovata azione, al Parco nazionale del Circeo servono più attenzione e un colpo d’ali -hanno detto Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Dopo quasi ottant’anni dalla sua istituzione, il Parco ha davvero bisogno del Piano del Parco e del Piano di sviluppo socio economico, basta veti incrociati, bisogna rispondere alle esigenze di tutela e dare certezze alle comunità. Siamo pronti al dialogo su soluzioni innovative, ma una cosa è certa: lo sviluppo non può passare né attraverso gli esagerati piani regolatori proposti dai Comuni, né tramite altre estemporanee ipotesi cementificatorie che vedono pronta a sedersi al banchetto anche la criminalità organizzata ormai ben radicata a attivissima in buona parte del basso Lazio. Serve anche un’azione più incisiva dell’Ente Parco, troppo spesso costretto a battaglie in difensiva, con un rilancio del protagonismo e della visione progettuale che miri ad integrare le legittime aspettative di crescita delle comunità locali con la massima cura nel preservare le straordinarie risorse ambientali.”

Da segnalare, sempre sul fronte dell’illegalità, anche il caso più recente dei sigilli scattati all’ampliamento dell’ex chiosco ora ristorante cresciuto sul Promontorio del Circeo, in pieno Parco e a due passi dall’Acropoli, e le mire delle ecomafie sull’area evidenziatesi con la recente operazione “Untouchables” della Guardia di Finanza contro i Casalesi, con sei persone arrestate, tra cui un imprenditore edile con solide ramificazioni proprio nella zona pontina, e alcuni sequestri anche a Sabaudia. Legambiente torna anche a chiedere alle Amministrazioni comunali di respingere senza attendere altro tempo le domande dell’ultimo condono ricadenti nel perimetro del Parco nazionale del Circeo: sono abusi del tutto insanabili, vanno abbattuti. Dai dati ufficiali resi noti qualche tempo fa dallo stesso Ente Parco esistono all’interno dell’area protetta circa 1 milione e 200 mila metri cubi di cemento illegale, di cui 500 mila relativi al Comune di Sabaudia e 690 mila a quello di San Felice Circeo. E ancora, negli uffici dei due Comuni (entrambi sono per gran parte della loro estensione ricompresi all’interno del Parco), giacciono 12.200 pratiche di condono edilizio, di cui circa 3.500 riguardanti abusi commessi all’interno dell’area protetta.

“Se prospettare il condono edilizio è sempre una proposta indecente, in questa situazione la cosa è ancor più grave, visto che stiamo parlando di abusi compiuti all’interno di un parco nazionale – ha commentato Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale Aree protette Legambiente -. Abbattere gli illeciti è la solo parola d’ordine possibile per vincere la guerra contro il cemento abusivo che devasta le nostre coste e che è diventato, negli ultimi decenni, una vera e propria piaga. Il paeco, nonostante il taglio del 50% dei fondi da parte del ministero, deve fare di più. Servono più risorse, ma serve anche un’azione più incisiva sulla legalità”.

Dopo la nuova clamorosa bocciatura del raddoppio Porto del Circeo, Legambiente chiede anche uno stop definitivo al pericoloso progetto, per il violento impatto ambientale che determinerebbe sul territorio del Parco nazionale e sulla linea di costa che da San Felice Circeo arriva fino a Terracina e per il rischio più che reale di infiltrazione nell’affare della malavita organizzata. Così come risulta del tutto insensata la scelta pro nucleare dell’amministrazione comunale di Sabaudia, che nello scorso febbraio si è dichiarata favorevole alla riattivazione della centrale nucleare di Borgo Sabotino: un voto inutile, assurdo e pericoloso per una città che vive di turismo e il cui territorio è compreso per la gran parte all’interno del Parco nazionale del Circeo e per una provincia che paga ancora oggi, dopo molti anni, e a caro prezzo, la scellerata scelta del nucleare.

“Il Parco del Circeo ha vinto un primo importantissimo round per la tutela del Lago di Paola, la darsena con undici pontili sul Lago non c’è più, come non ci sono più le 500 barche a motore che venivano ospitate da molti anni senza le dovute autorizzazioni -ha affermato Marco Omizzolo, Presidente Circolo Larus Legambiente di Sabaudia-. E’ un passo importante, ma la battaglia è tutt’altro che finita, sia sul lago di Paola dove rimane il pericolo che potrebbe arrivare dai programmi della Provincia di Latina, sia sui molteplici altri fronti aperti contro le illegalità e per la crescita di un’economia compatibile e legale”.

Nel suo viaggio Goletta Verde attua un monitoraggio scientifico che va a caccia dei punti critici, mettendo nel mirino le foci dei fiumi e i tratti di mare interessati da fenomeni di inquinamento, dalla mancata o scarsa depurazione agli scarichi illegali. Sul litorale di Sabadia, ha tenuto banco questa estate anche la gigantesca scia galleggiante di liquami, schiuma, pezzi di plastica che nelle prime settimane di luglio ha reso praticamente impossibili i bagni in mare. Legambiente chiede sia fatta piena luce sulle responsabilità di questo inquinamento massivo e perdurante, che non può essere spiegato solo con un singolo episodio eccezionale di sversamento. Al termine della tappa laziale, Goletta Verde di Legambiente presenterà in conferenza stampa i risultati delle analisi sulle criticità del mare e della coste laziali. La conferenza stampa avrà luogo martedì 3 agosto, alle 11.30, nella sede di Legambiente Lazio, in viale Regina Margherita 157 a Roma.

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