Cirilli sul nucleare: “Attivare controllo Arpa alle operazioni di dismissione”

Fabrizio Cirilli

LATINA – Il nucleare torna alla ribalta. Secondo Fabrizio Cirilli, indipendente dell’Udc, sulla centrale nucleare di Borgo Sabotino bisogna “attivare subito il laboratorio di controllo Arpa alle operazioni di dismissione da parte della Sogin”. E sull’individuazione del nuovo sito: “L’unica strada percorribile per scongiurare il nuovo sito è quella di inserire nelle osservazioni previste dalla legge lo studio epidemiologico”.

Non solo dibattito sull’individuazione dei nuovi siti, ma anche sicurezza nella fase di decommissioning che attualmente la Sogin sta portando avanti presso il sito di Borgo Sabotino. Fabrizio Cirilli torna ad alzare la voce sulla questione del nucleare e lo fa riferendosi al presente e al possibile e poco roseo futuro che sembra prospettarsi, considerato che in una intervista radiofonica al sole 24 ore il sottosegretario Saglia ha rilanciato per un nuovo sito a Latina. Cirilli comincia dal presente: dalla fase di decommissionign. La legge regionale fatta approvare proprio da Cirilli prevede l’istituzione di un soggetto terzo che controlli le operazioni di smantellamento della centrale, in particolare quelle relative alla decontaminazione. La legge non viene applicata nonostante ci siano tutte le carte in regola per farlo. Le operazioni di controllo, in particolare, dovrebbero essere effettuate attraverso un laboratorio appositamente istituito presso la centrale e dato in carico ad Arpa Lazio. “Un laboratorio finora mai attivato – spiega Cirilli – e questo non perché manca la copertura finanziaria o manca il personale specializzato, ma solo per l’immobilismo delle istituzioni. Sogin in questo modo continua ad essere controllore e controllato delle operazione di decommissioning, eppure sta realizzando oltre 10 milioni di euro di lavori fra realizzazione del deposito di scorie, bonifica delle condotte , trattamento fanghi etc. Proprio le operazione di decontaminazione delle condotte per le quali sono stati stanziati 1.700.000, 00 euro prevedono il risciacquo di queste con l’utilizzo delle acque che poi finiscono in mare. Tutto nella prassi di questo tipo di procedure, ma a controllare le acque ed i parametri delle sostanze che contengono è la stessa Sogin. Questa fase della decommissioning terminerà nel 2011 e quindi mai come in questo momento deve essere attivato il laboratorio di controllo di Arpa Lazio. Che cosa stanno aspettando si fa fatica a capirlo, visto che esiste una legge regionale che è stata finanziata e che è stato anche espletato il concorso per individuare i tecnici specializzati”.

Le dichiarazioni di Saglia spingono Cirilli a parlare anche del futuro e di lanciare un appello agli amministratori locali. “Tutti dicono no alla centrale nucleare, ma la competenza per l’individuazione dei nuovi siti, cosi come previsto dal nuovo decreto legge, spetta solo ed esclusivamente al governo. Il decreto stesso, però, dice un’altra cosa importantissima: ovvero chela Regione, nonché gli enti locali, come Province e Comuni, possono presentare osservazioni ai criteri di individuazione dei siti. Ora dalle parole di Saglia si evince che i criteri sono quelli geografici e geologici, ma uno dei criteri è anche quello di aree soggette a indagine epidemiologica. Ebbene i nostri amministratori devono produrre proprio questa osservazione: l’area di Borgo Sabotino, dove a pochi chilometri di distanza sorge anche la discarica più grande d’Italia di Borgo Montello, è soggetta a indagine epidemiologica, prevista da un’apposita regionale che ho proposto e fatto approvare. E’fondamentale attendere l’esito di questa indagine e fino a quel momento non si può parlare di un nuovo sito a Latina. Questa è l’unica osservazione che possiamo fare ai criteri previsti dal governo, questa è l’unica carta che possiamo giocarci per scongiurare che una nuova centrale sorga nell’area di Borgo Sabotino. “.

Dichiarazioni del sottosegretario Saglia “non essendo cambiato nulla nel panorama geologico e geografico italiano, i luoghi più adatti alla costruzione delle centrali, sono più o meno sempre quelli, non essendoci appunto motivo per una diversa valutazione rispetto al passato. E precisamente le centrali nucleari chiuse in seguito agli esiti del referendum del 1987:  Trino Vercellese, Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano (Caserta). Papabile anche Montalto di Castro (Viterbo), dove doveva essere costruita una centrale prima della svolta anti-nucleare italiana.”Le centrali saranno preferibilmente piazzate sulla costa del mare invece di lambire i fiumi, che nel frattempo si sono fatti più avari della portata d’acqua. Ecco dunque Montalto, ma anche Latina, come siti ideali.

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