Roma, un campo scuola della Protezione Civile per Sara e Francesca

 

La spiaggia di Cala Rossano, dove le due giovani hanno perso la vita

ROMA – Da oggi il campo scuola della Protezione Civile a Castel di Guido porta il nome di Sara Panuccio e Francesca Colonnello, le due quattordicenni che lo scorso 20 aprile hanno perso la vita nella frana di Ventotene. A scoprire la targa di marmo che da questa mattina campeggia nel campo c’erano i genitori delle due quattordicenni: Bruno e Martina, il papa’ e la mamma di Sara, Maurizio e Vincenza, quelli di Francesca. Accanto a loro, nella commozione di parenti e amici, il primo cittadino di Roma Gianni Alemanno ed il presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Un lungo applauso ha accompagnato la cerimonia, interrotto solo dal pianto disperato della mamma di Sara, a 3 mesi esatti dalla tragedia di Ventotene. Prima don Angelo Compagnone, parroco della chiesa di Sant’Anna, aveva officiato la messa all’aperto, con le letture dei compagni di scuola delle due quattordicenni. «Siamo una famiglia unita, chi e’ in cielo e chi e’ qui» ha detto il prete ai genitori delle due studentesse di Morena. Poi, a conclusione della cerimonia, il volo di un gheppio, una specie protetta di rapace che e’ stato liberato in memoria di Sara e Francesca.

Sono molto dure le parole di Bruno Panuccio, il papà di Sara: “Noi soffriremo a vita, siamo ergastolani a cielo aperto. Alle istituzioni chiedo: sostenete la nostra battaglia. Per molti sono passati 3 mesi, per me è come se fosse successo oggi”. Commosso, nel giorno in cui un campo scuola è stato intitolato a sua figlia Sara e alla compagna Francesca, a 3 mesi esatti dalla tragedia di Ventotene, Bruno Panuccio ha voluto rivolgere un appello alle istituzioni presenti, al sindaco di Roma Gianni Alemanno e al presidente della Regione Lazio Renata Polverini. “Si agisca prima”, ha detto intervenendo per primo dopo la celebrazione della messa in un campo a Castel di Guido. “L’altro giorno sono stati stanziati 120 milioni di euro dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione, – ha aggiunto – da una parte sono lieto per questo ma dall’altra mi chiedo perché, non si sa perché dovevano arrivare due ragazze anonime per mettere il punto basta. Lì bastavano 10mila euro per una rete e oggi si trovano 120 milioni? Non so se questo amplificherà il nostro dolore – ha continuato – ma bisognava far morire le nostre figlie per muoversi? Per questo non mi do pace”. Poi il monito: “Alle istituzioni chiedo che questi 120 milioni di euro siano spesi bene – ha aggiunto – che ci sia controllo, perché sarebbe il colmo che il sangue di Sara e Francesca andasse ad ingrandire le casse di qualche Comune corrotto”.

“Facciamo in modo che questo non debba accadere più, che ci si muova prima che dei genitori debbano venire qui a piangere i loro figli”. Cosi’ Vincenza, la mamma di Francesca.

“E’ chiaro che il presidente Polverini ed io non possiamo accettare nessun colpo di spugna, dobbiamo sapere se ci sono delle responsabilita’: senza caccia alle streghe ma se ci sono delle responsabilita’ non si devono fare sconti, perche’ di fronte alla morte di due ragazze di 14 anni non ci puo’ essere nessuna indulgenza”. Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a conclusione della messa a Castel di Guido e della cerimonia di intitolazione di un campo scuola della Protezione Civile a Sara e Francesca, le due ragazze morte nella frana di Ventotene lo scorso 20 aprile. “Quella di Ventotene – ha aggiunto – e’ una disgrazia che non doveva accadere, quello era un luogo tranquillo, dedicato e doveva essere assolutamente sicuro. Per questo e’ giusto andare fino in fondo”.

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