Strade, il Tar dà ragione a Cusani e penalizza la Regione

Armando Cusani

LATINA – La delibera della giunta regionale del Lazio numero 685 dell’11 settembre 2009, con oggetto “contributi alle province per la manutenzione delle strade classificate provinciali”, il presidente Armando Cusani l’aveva giudicata subito tecnicamente errata e palesemente punitiva nei confronti della provincia di Latina e delle altre province laziali.

La delibera non è stata concepita tenendo presente la lunghezza chilometrica della rete viaria di ogni provincia, ma un illogico e incoerente metro di valutazione basato sull’usura delle strade dipendente dal numero dei veicoli circolanti “che può ritenersi proporzionale alla popolazione residente”.

Una decisione regionale che proseguiva nell’infelice percorso di governo intrapreso della giunta guidata dall’allora governatore Piero Marrazzo e finalizzata a destinare, ingiustamente, più risorse economiche alla provincia di Roma a discapito delle altre.

Ed è per tale scorretto e discriminante sistema di governo che la provincia di Latina, a quella delibera, fece ricorso per il suo annullamento al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sezione staccata di Latina (Sezione Prima).

In questi giorni il collegio giudicante del Tar composto da Francesco Corsaro (presidente), Santino Scudeller (consigliere), Roberto Maria Bucchi (primo referendario, estensore), in accoglimento del ricorso proposto dal presidente Armando Cusani, ha emesso la sentenza di revoca dell’infausto atto di giunta.

La delibera regionale è stata ritenuta dai giudici irragionevole e contraddittoria, perché non prendeva in esame ulteriori parametri possibili per assicurare un’equa ed equilibrata ripartizione delle risorse tra tutte le province laziali.

Illogica è stata considerata anche l’esclusione “tout court” del dato rappresentato dai chilometri di strada appartenenti ad ogni singola provincia.

L’unico principio individuato dalla regione Lazio – scrivono i giudici nella sentenza – non poteva mantenere il preponderante peso nella determinazione del contributo individuale spettante alle singole province, e non rispettava il procedimento previsto dall’art. 51 comma 4 dello Statuto e, in particolare, l’obbligo di preventiva informazione agli enti interessati.

La ripartizione effettuata solo sulla base della popolazione residente, infine, determinava un’evidente disparità di trattamento tra le province interessate a tutto vantaggio di quella di Roma, alla quale veniva attribuita la metà (il 44%) delle risorse programmate.

Con la decisione adottata dal Tar del Lazio la provincia di Roma, sulla somma di 29.250.000,00 euro stanziata dalla regione Lazio, dovrà restituire 13.018.120,89 euro (-44,51%), la provincia di Latina dovrà invece ricevere ancora 875.857,55 euro (+2,99%).

Il ricorso vinto dalla provincia di Latina ha inoltre portato enormi vantaggi economici alle restanti province del Lazio.

Alla provincia di Viterbo andranno 4.522.436,80 euro (+15,46%), a quella di Rieti 3.867.584,47 euro (+13,22%), a Frosinone 3.752.242,08 euro (+12.83%).

 

 

Riceviamo e pubblichiamo da 

Everardo Longarini

Portavoce del presidente della provincia di Latina Armando Cusani

 

 

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