La tribute band di Pino Daniele a “La Cantinaccia”

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CORI – Domenica 22 agosto 2010, alle ore 22.00, La Cantinaccia di Giulianello ospita, per una serata all’insegna della musica italiana, i Vero a metà per un grande tributo al cantautore e musicista italiano Pino Daniele. Il gruppo nasce nel 2003, dalla comune passione per un autore come Pino Daniele impostosi, sin dai primi album, come innovatore, in quegli anni in cui il panorama musicale era legato essenzialmente al cantautorato. A melodie sempre valide e molto semplici, tipiche delle profonde radici culturali della canzone popolare napoletana, Pino Daniele ha associato una lingua a metà fra il dialetto e l’inglese che si sposasse bene sia con una esigenza stilistica, sia con l’apertura ad altri mondi musicali, affiancando alla melodia, una ritmica importante, come pure arrangiamenti blues o rock e temi percussivi vicini al mondo brasiliano della bossa nova o del jazz. Sonorità nuove che in Italia cominciavano ad arrivare da innovatori come i Wheater Report o Pat Metheny o Miles Davis. Sin dai primi concerti il gruppo spicca per la somiglianza con l’ispiratore, sia nei suoni, curati meticolosamente, sia per le doti canore del solista, Fabio Federici, la cui voce è estremamente versatile e si presta ad una interpretazione di Pino Daniele rispettosa ed attenta. Più che di somiglianza, il cantante ama parlare di affinità con l’autore; il piacere di suonare quei brani, anche con la chitarra, emerge in ogni suo aspetto, traducendosi in fraseggi e passaggi che sono in linea col sentire stesso di Pino Daniele. Alla batteria (Antonio Truono) è affidato il compito di condurre ritmicamente l’ascoltatore e, ai più attenti ed esperti, nei diversi stili attraversati dalla musica di un autore che nel tempo si è avvalso della collaborazione di autentici giganti, come Antonio Marangolo, Tullio De Piscopo, Steve Gadd e Lele Melotti. A sostenere la ritmica il basso (Lucio Quarantiello), che dà spessore sonoro e armonizza con diversi e puntuali interventi, così come il sapiente dosaggio di fantasia ed estro emerge dall’ascolto delle percussioni (Francesco Finelli), vero e proprio funambolo “Signore dei rumori”. La chitarra (Giampietro Quarantiello) stupisce per la tecnica e la cura del dettaglio, i riff estremamente fedeli sono quelli di un Pino Daniele sempre ispirato e sono entrati di diritto ormai nell’immaginario di mille appassionati chitarristi. La tastiera è affidata alle mani del sapiente pianista (Agostino Garofalo), i cui colori sono quelli mediterranei dei tastieristi storici di Pino: Ernesto Vitolo e Joe Amoruso. Un altro pianista (Silvio Scena), anche lui dotato di un enorme bagaglio tecnico, completa la formazione spesso in alternativa ad Agostino Garofalo. Il gruppo, con gli anni, si è inserito brillantemente e di diritto sulla scena di Latina e Provincia, ma vanta esibizioni anche in locali della capitale e in alcuni templi sacri del jazz. Il repertorio va dal primissimo album “Terra Mia” all’album “Ferryboat”, passando con maestria dal canto popolare al jazz più raffinato e attraversando stili diversi come il blues e il funky.

 

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