Latina: alloggi popolari, la delibera per le nuove aree

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Guido Nardone

LATINA – Il commissario straordinario del Comune di Latina Guido Nardone, ha firmato la delibera con cui ha individuato alcune aree per la realizzazione di 800 alloggi di edilizia residenziale pubblica. La delibera ha dato il via al procedimento per interventi che ricadranno poi sia al centro del capoluogo che in alcuni borghi.

PD – Nel maggio del 2005 la Commissione Urbanistica con una seduta fiume ed il Consiglio Comunale hanno licenziato all’unanimità il nuovo “Bando per il reperimento delle aree da destinare all’edilizia residenziale pubblica”. Il Bando consentiva ai privati la possibilità di offrire aree da rendere disponibili per gli interventi di erp. Il contributo ed il sostegno del PD è stato determinante per l’approvazione del progetto che rischiava di naufragare a causa delle profonde divergenze tra AN e FI. Tuttavia, il giorno dopo l’approvazione del bando, i partiti dell’ex maggioranza si affrettarono ad affiggere su tutti i muri della città un manifesto sul quale campeggiava la scritta “la casa per tutti”. Quel manifesto è la rappresentazione drammatica di ciò che la politica è stata in questi ultimi dieci anni nel capoluogo, un miscela di populismo e di demagogia lontana dagli interessi generali che ha condotto l’amministrazione al fallimento e non ha dato risposte alla città”. In effetti dalla fine degli anni ’90 l’emergenza casa è tornata ad essere un tema caldo con oltre 1400 nuclei familiare in attesa di un alloggio popolare e tantissime giovani coppie “iscritte” nelle cooperative edilizie. Tutto questo avrebbe dovuto portare alla definizione delle aree in tempi brevi invece, anche in questa occasione i tempi si sono allungati a dismisura e dopo quattro anni non è stato possibile individuare le aree a causa dei dissidi interni al centrodestra. Dal 2006 hanno impiegato più di un anno per insediare la Commissione Comunale (composta da tre tecnici comunali), un altro anno è stato necessario per valutare le 31 offerte pervenute, dopodiché il lavoro è rimasto “insabbiato” in Commissione Urbanistica, intenta ad approvare ben altri progetti di natura privata. “La decisione del Commissario Nardone – afferma Giorgio De Marchis Coordinatore Comunale del PD – dimostra che l’obiettivo del centrodestra non era la tutela del bene comune ma la salvaguardia degli interessi di pochi”. “E’ ovvio – sostiene De Marchis – che i ritardi sono dovuti al fatto che l’ex maggioranza e l’ex amministrazione rispondevano esclusivamente alle logiche imposte dai costruttori, pertanto, mentre si annunciava l’adozione del piano erp contestualmente si lavorava per far in modo che quel piano non diventasse mai operativo, in quanto l’apertura di una nuova stagione di investimenti per l’edilizia residenziale pubblica avrebbe fatto crollare i prezzi dei “carissimi” alloggi di edilizia privata, gli unici costruiti negli ultimi dieci anni”. “Gli esponenti della destra locale – continua De Marchis – dovrebbero chiedere scusa per quanto successo, a causa delle logiche privatistiche alle quali hanno dovuto rispondere le difficoltà economiche di tante persone che non possono permettersi una casa sostenendo i costi imposti dal mercato dell’edilizia privata sono aumentate a dismisura negli ultimi anni”. Questa operazione avrà un grande impatto sull’economia della città, “finalmente – continua De Marchis – tante cooperative che rischiavano di perdere i finanziamenti potranno costruire nuovi alloggi nell’arco di pochissimo tempo, alloggi da assegnare alle giovani coppie oppure alle persone in difficoltà, nello stesso tempo c’è da augurarsi che i finanziamenti per il “Piano Casa”, promessi dal Governo all’atto dell’insediamento non rimangano un miraggio ma diventino una realtà tale da consentire all’Ater di costruire, dopo oltre 12 anni, le tanto attese nuove case popolari”. Non si hanno dubbi sul fatto che, diversamente dal passato, le procedure saranno veloci, in questa direzione la prossima amministrazione comunale dovrà pensare ad una nuova tipologia di costruzione, ed in questa direzione il “Piano casa” comunale dovrà consentire la costruzione di alloggi in grado di garantire un mix sociale tra edilizia popolare classica, convenzionata e privata evitando di rifare gli errori del passato, con la costruzione di grandi caseggiati di case popolari che hanno finito per diventare dei ghetti”. Mi auguro che qualche esponente dell’ex maggioranza si assuma la responsabilità di questo ennesimo fallimento della classe dirigente precedente, smascherato dall’azione del Commissario, chiedendo scusa ai cittadini di Latina per i colpevoli ritardi accumulanti in questi anni che hanno fatto fare un passo indietro alla nostra città.

CONFARTIGIANATO – La Confartigianato di Latina accoglie con soddisfazione la notizia con cui il Commissario straordinario del Comune di Latina, Prefetto Guido Nardone, ha firmato la delibera per l’individuazione delle aree per la realizzazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Nei mesi scorsi, la Confartigianato, con una lettera aperta al Commissario Nardone e con un incontro tecnico avuto tra il sub Commissario Alicandro e i vertici di Confartigianato nelle persone di Aldo Mantovani (Presidente provinciale) e Renzo Fanti (Responsabile settore edile Confartigianato), aveva sollecitato la definizione delle aree ERP, come della definizione dell’area artigianale di Borgo Piave e della ex SVAR. La Confartigianato da atto al Commissario del Comune di Latina, di aver intrapreso la strada della concretezza e della operatività, di cui la nostra comunità cittadina necessita. Lo sblocco delle aree ERP, come ci auguriamo anche per le altre situazioni ancora sul tavolo, può rappresentare una piccola “boccata di ossigeno” non solo per i cittadini che necessitano sempre più di alloggi a costi “controllati” ma anche per le numerose piccole imprese edili locali. Confartigianato ha richiesto un nuovo incontro, come precedentemente concordato con i vertici dell’Amministrazione comunale di Latina, per evidenziare e sviluppare le altre priorità individuate.

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