Pannone: “A Latina è emergenza Cig”

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Giuseppe Pannone

LATINA – Enumerare tutte le situazioni di crisi della nostra provincia sarebbe un lunghissimo e noioso elenco per chi lo legge, ma una fonte di ansia per i lavoratori che la subiscono.

Si parla molto della Nexans perché, oltre ad essere una situazione dannatamente seria, quella fabbrica ha un forte valore evocativo, tanto da indurre la Governatrice del Lazio a inserire la vertenza in un manifesto autocelebrativo che ha il sapore amaro della beffa.

La CIG, al pari di altri ammortizzatori sociali, costituisce uno strumento eccezionale per far fronte all’emergenza, al fine di garantire ai lavoratori un “reddito ponte” in prospettiva di una ristrutturazione, di una riconversione o di una ripresa di un determinato settore industriale. La Polverini lo dovrebbe sapere bene, e dovrebbe conoscerne il significato e la funzione anche l’Assessore provinciale alle attività produttive. Uso il condizionale, perché le loro affermazioni dimostrano l’esatto contrario.

La Cassa Integrazione è una sorta di “paracadute con apertura a tempo determinato”: se non si raggiunge per tempo il suolo ci si sfracella!

Da noi la CIG si è trasformata nell’ordinario mezzo per far fronte al vuoto produttivo e politico. Un tampone utilizzato per imbonire le folle, rinviare i problemi e creare precarietà. Ma chi tampona ha sempre torto!

Mentre i nostri amministratori si esercitano da anni nell’attività di propaganda, addirittura creando uffici stampa a spese del contribuente per esaltare il vuoto assoluto, la provincia di Latina si è trasformata nel museo dei siti dismessi, nel regno del precariato, del lavoro nero, dello sfruttamento della manodopera straniera. Da noi esistono tutte le forme di avviamento al precariato stabile, siamo pieni di società che “affittano” lavoratori, le attività di formazione servono solo a rimpinzare chi le organizza.

Non un intervento strutturale negli ultimi 15 anni, nessun sito recuperato o riconvertito; magari, questo si, stabilimenti e terreni venduti ad un euro ad un imprenditore senza scrupoli che poi mette tutti in CIG o in mobilità, sempre a spese nostre.

L’uso di ammortizzatori sociali è sempre una sconfitta, e i nostri amministratori non meritano neanche la Cassa Integrazione, perché, visti i risultati, se fossero stati dei lavoratori o funzionari gli sarebbe già stata recapitata una bella lettera di licenziamento.

Riceviamo e pubblichiamo da

 

Giuseppe Pannone

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