Sinistra e libertà: “La lista Polverini si appropria dei meriti della cassa integrazione Nexans”

LATINA – Nessuna meraviglia. Tutto normale in un Paese anormale in tempi di leggi ad personam, smantellamento dello stato sociale e diritti acquisiti in decenni di dure lotte, costate secoli di carcere, sanguinose repressioni di contadini e operai rei di chiedere lavoro e terra da lavorare, morti davanti ai cancelli delle fabbriche e sulle terre dei feudatari dalla Sicilia a mezza Italia. Una lunga scia di sangue e di morti è stato il prezzo pagato per la conquista di diritti, per emanciparsi da condizioni di vita bestiale, “nei campi e nelle officine” quando ancora non erano grandi colossi industriali multinazionali come oggi li conosciamo. Erano i tempi di Mussolini e Bava Beccaris, quando sui lavoratori in sciopero si sparava col cannone. Poi il lungo mezzo secolo democristiano. Il terribile conflitto sociale tra capitale e lavoro per la sopravvivenza quotidiana dei lavoratori a paghe di fame e la lunga scia di sangue per mano della polizia di Scelba. La conquista delle otto ore. La giusta causa per porre freno al dispotismo padronale nel licenziare senza ragioni ma molto spesso per discriminazione politica. Vedi le assunzioni alle Fonderie Genovesi, dove non si veniva assunti senza la tessera del MSI e si licenziava chi si azzardava a farsi passare per la testa l’idea di costituzione della “commissione interna”. La scala mobile. La cassa integrazione e altre forme di ammortizzatori sociali.

La cassa integrazione, riempita coi soldi dei lavoratori, delle imprese e dalle tasche del resto della collettività nazionale, la moderna destra fascista liberticida, pretende di darla a bere a tutti, per farla passare, per suo merito e intercessione, per benevolente concessione presidenziale o ministeriale, o per grande vittoria conseguita dalla governatora Polverini e dalla sua Giunta Regionale.

Che gli uomini della casa delle libertà rifugiati a Montecitorio, sede della Camera dei Deputati, e a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, per sfuggire i tribunali e che governano il Paese Italia, avessero da tempo smarrito, se mai ne avessero avuto, il più elementare senso del pudore e della vergogna, lo sa tutto il mondo, anche i Paesi in via di sviluppo, tranne i pidiellini pontini, che li ritengono mecenati dispensatori di ammortizzatori sociali ai bisognosi.

Infatti, hanno spudoratamente imbrattato l’agro pontino di manifesti, per ricordare a tutti gli elettori e ai lavoratori della NEXANS in particolare, in lotta da mesi per la conservazione del posto di lavoro e la ripresa produttiva dell’azienda, che se possono beneficiare della cassa integrazione e disporre di qualche centesimo in più al mese, devono ringraziare i pidiellini della lista Polverini. Non solo, ma se lo devono ricordare bene alle prossime elezioni comunali, per ricambiare col voto ai candidati delle liste del pdl, per la grazia ricevuta della cassa integrazione.

Quei manifesti suonano insulto alla lotta degli operai. Rappresentano un falso di merito. Al tavolo delle trattative c’erano i tanto vituperati sindacati a battersi a fianco dei lavoratori della NEXANS. Aver ottenuto il riconoscimento di un diritto, non è una vittoria per nessuno, dato che gli ammortizzatori sociali, nel contesto dato, non preludono alle finalità istituzionali di garantire continuità occupazionale per i lavoratori e ristrutturazioni tecnologiche aziendali qualora ve ne fosse stata necessità

Fuori da questo contesto, rappresentano solo il viatico ai moribondi. E la Presidente Polverini farebbe cosa saggia e rispettosa se smettesse i panni della fata turchina, che, con la sua bacchetta magica trasforma una tragedia umana e sociale devastante per centinaia di famiglie e per l’economia del territorio, nella vantata inesistente vittoria, vergognosamente populista in funzione elettorale.

E se proprio meriti devono essere riconosciuti a qualcuno, non possono che essere ascritti alla tenacia della civile e responsabile lotta dei lavoratori, ai quali continueremo ad esprimere il nostro sostegno solidale.

Nel corso delle civili manifestazioni a Latina, i lavoratori della ex Fulgorcavi-Nexans, hanno invano invocato e sollecitato la solidarietà della città. Hanno invano urlato dai megafoni e scritto sugli striscioni:”Latina dove sei? Le fabbriche chiudono l’economia muore”.

Ma in piazza della Prefettura e sotto al palazzo dell’Amministrazione Provinciale di Via Costa, Latina non c’era! Non è stata solidale a fianco dei suoi operai. Come pure non s’è visto uno straccio di amministratore .

Sono stati giorni tristi, assistere all’indecoroso spettacolo di una città narcotizzata, lobotomizzata e assente, incapace di esprimere in qualsiasi forma un gesto di solidarietà, un moto di indignazione a fronte dello sfacelo occupazionale.

E NON C’ERANO NEANCHE I SOTTOSCRITTORI DEI MANIFESTI DELLA LISTA POLVERINI!

I lavoratori della NEXANS hanno ampiamente dimostrato di saper stare a schiena dritta a difesa del posto di lavoro e del pane per le famiglie. Non si sono adagiati sulla cassa integrazione e non si sono rassegnati a vedere scomparire la loro fabbrica dove hanno trascorso i migliori anni della loro gioventù. Stanno instancabilmente percorrendo la regione, affiggendo striscioni e manifesti ovunque, in cerca di imprenditori che rilevino l’azienda preservando la continuità produttiva della loro specializzazione.

Dall’Amministrazione Comunale di Latina, vergognosamente naufragata nella più indecente delle crisi, tanto da meritare il commissariamento, ci si attendeva un doveroso atto amministrativo che portasse quantomeno alla riappropriazione del sito, che, con altri, furono letteralmente regalati in nome dell’industrializzazione e dell’occupazione, senza contare i benefici fiscali di cui le aziende hanno goduto per decenni. Dove sono finiti i responsabili politici dei regali alle imprese attraverso varianti compiacenti del PRG?

Con lo stesso impegno e solerzia degli operai della NEXANS ci piacerebbe leggere fatti e atti concreti delle Giunte Provinciale e Regionale nella ricerca di committenze in grado di assicurare il futuro produttivo della fabbrica. Anche se viviamo il tempo delle esplorazioni interplanetarie, ancora non ci risulta, ad esempio, che l’ENEL abbia delocalizzato i suoi interessi su un altro pianeta. Ci si chiede perché, allora, non si mette all’agenda politica del la Regione e del Governo un impegno finalizzato a far promuovere all’ENEL committenze tali da garantire occupazione post cassa integrazione e continuità produttiva congeniale alle tecnologie dell’azienda ormai ex Nexans? E perché non pensare ad un “prestito ponte” tipo Alitalia per rimettere in moto l’azienda insieme ad ENEL? O i soldi, il Governo Berlusconi, è capace e solerte a trovarli solo per premiare banchieri bancarottieri e produttori di “bolle” che hanno contribuito alla devastazione dell’economia mondiale?

Capiamo benissimo che i governi Regionale e Nazionale, sono in tutt’altre faccende affaccendati. Cosa glie ne può fregare della sorte di qualche centinaia di famiglie di lavoratori ? Mica sono fior di galantuomini dai nomi storici e del calibro come…. che sò…., Dell’utri…., Cuffaro……., Bertolaso…..,Scajola. Non sono neanche eroi stallieri di Arcore. Quindi, a cassa integrazione scaduta possono anche morire di fame. Perché, con una media d’età di quarant’anni, non si trova lavoro dietro l’angolo.

Riceviamo e pubblichiamo da

Tonino Mancino

Coordinamento Sinistra Ecologia e Libertà – Latina –

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