Che fine fanno i soldi delle multe? La Lega Aurunca vuole verificare

SUD PONTINO – La Lega Aurunca intende procedere ad una verifica precisa e puntuale circa le modalità di utilizzazione dei proventi derivanti dal pagamento delle sanzioni per violazioni del Codice della Strada. Ora che il nostro territorio è divenuto tristemente celebre tra tutti gli automobilisti per la massiccia presenza di apparecchiature autovelox, installate a piè sospinto specie dai comuni costieri con postazioni fisse e mobili, occorre verificare accuratamente le modalità di impiego delle enormi quantità di denaro incamerate attraverso le migliaia di contravvenzioni al codice della strada  elevate a mezzo degli autovelox. 

Troppo spesso si è avuta l’impressione che per le amministrazioni locali dell’area aurunca l’uso dell’autovelox non fosse collegato in alcun modo all’intenzione di garantire il rispetto delle regole della circolazione stradale; diversamente si è fatto dell’autovelox uno strumento per sfruttare il Codice della strada al fine di risanare con un meccanismo semplice quanto odioso le casse comunali, dissestate a causa dei tagli del governo centrale e degli sperperi compiuti nei decenni scorsi. Le nuove norme impongono che gran parte delle risorse incassate dalle violazioni alle regole della circolazione stradale, e quindi anche quelle provenienti dagli autovelox, debbano essere utilizzate per migliorare la sicurezza stradale.

L’esatta applicazione di questa disposizione consentirebbe sicuramente di riportare il fenomeno delle “multe da autovelox” in un alveo di maggiore ragionevolezza, consentendo di distinguere chiaramente gli enti che hanno maggiormente a cuore le necessità di sicurezza dei cittadini da quelli che, invece, speculano su tale esigenza.

Ad oggi ancora non è possibile disporre di dati certi a tal proposito, per cui la Lega Aurunca si farà portatrice delle istanze dei cittadini presso le singole amministrazioni locali per conoscere e sapere che fine fanno i milioni di euro che ogni anno quasi tutti gli automobilisti in transito nel nostro territorio pagano ai comuni sotto forma di contravvenzione al codice della strada, ma che in realtà assomigliano molto a tasse aggiuntive sulla circolazione degli autoveicoli.

 Riceviamo e pubblichiamo da

Il Presidente

Giovanni Meschino

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