“La metro si deve fare”. Ecco perché secondo Aielli

L'avv. Alessandro Aielli

LATINA – Continua il dibattito sul progetto giunto ormai alla fase operativa di realizzare la metrotravia  a Latina. Il Pd chiede che il Commissario Nardone avvii la rescissione del contratto, dal centrosinistra  si leva una voce opposta ed è quella di un ex collega: l’attuale coordinatore provinciale di Alleanza per l’Italia, Alessandro Aielli.  IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

“La questione della Metropolitana Leggera preoccupa per il clima di contrasto alimentato, da un lato, dalle esternazioni del Commissario pro tempore, dall’altro da un’opposizione politica che cavalca quelle esternazioni con foga distruttiva ed imbarazzante incoerenza.

A proposito della Metropolitana parlano di “follia”. Ma dove è davvero, a questo punto, la follia? E da che parte sta la coerenza ? Possono essere credibili nel ruolo di protettori della città coloro che avversano un’opera di tale portata ? Quali risultati possono vantare per alimentare una campagna così becera che danneggia principalmente la città prima ancora che i protagonisti della scelta ?

Parliamoci chiaro, sulla dissolta amministrazione Zaccheo ci sarebbe molto da dire, ma se due cose di positivo aveva individuato per la città, queste sono Porto e Metropolitana Leggera. Per il resto, sì, c’è molto da rivedere. Ma Porto e Metropolitana leggera rimangono investimenti nei quali la città deve credere e che i politici devono assumersi la responsabilità di portare avanti, pur con le possibili criticità che necessariamente ogni grande opera porta con sé. Una famiglia, un’impresa che ha voglia di crescere investe, affronta con coraggio i momenti critici, ma lo fa sapendo che nessuna progressione si attua senza coraggio e senza investimenti. In politica vale lo stesso, tutto sta nel saper gestire al meglio le fasi difficili per raggiungere l’obbiettivo finale della crescita e del miglioramento complessivo delle condizioni di vita. La politica del non fare porta gradualmente ma inesorabilmente alla regressione, al pari del fare male.

Esaminiamo, allora, chi sono i protagonisti di questa campagna d’autunno che porta con sè disinformazione e tensione in una città già depressa dal commissariamento, e cerchiamo quale credibilità possono avere e da cosa deriva la loro viscerale avversione.

Il Commissario, nominato dal Governo prima a gestire il Comune di Fondi arrivato a un passo dallo scioglimento per sospetti di infiltrazioni mafiose denunciate nella relazione del Prefetto Frattasi, non una parola ha speso su quella vicenda ed ha portato a termine il suo mandato a Fondi senza colpo ferire ed in modo indolore. Ora, però, arrivato a Latina sempre per nomina governativa per via dello scioglimento del Consiglio ordinato politicamente proprio da Fondi, ha iniziato a “randellare” il progetto della Metropolitana Leggera. Randellate che piovono sulla città prima ancora che su Zaccheo, e che si aggiungono a quelle scatenate da Fazzone. E lo fa nonostante che il parere pro-veritate da lui stesso commissionato, confermi che si tratta di un classico progetto di finanza attraverso il quale si va a realizzare un’opera che comporta rilevanti benefici sociali ed economici indotti che giustificano, appunto, la massiccia erogazione pubblica di 140 milioni di euro a carico dello Stato e della Regione e a carico del privato. L’utile del privato investitore, poi, sarà garantito in fase di gestione dal normale pagamento del biglietto da parte di chi deciderà di utilizzare questo mezzo di trasporto lasciando a casa l’auto e dalla Regione (che ha già definito l’opera “strategica per la mobilità del Lazio”) con il contributo chilometrico come in tutte le regioni d’Italia dove è stata realizzata la medesima infrastruttura.

“L’altra Faccia della Politica” dei fratelli Fabio e Fabrizio Cirilli, rimasti soli ad urlare contro Zaccheo per via della mancata candidatura a Sindaco nel 2007, ma fino a quel momento compartecipi e corresponsabili, sotto la guida di Finestra, della stesura della più imponente serie di fallimenti che le amministrazioni di questa città ricordino: la Latina Ambiente; l’Intermodale di Latina Scalo; le Terme di Fogliano; il Piano Regolatore miseramente bocciato dal TAR, sono fallimenti che nascono con l’Amministrazione Finestra e che pesano e continueranno a pesare sulla città per milioni e milioni di euro. Fallimenti che si sono maturati con l’avallo di Fabrizio Cirilli da Assessore e Fabio Cirilli Presidente della Commissione Bilancio nella prima Amministrazione Zaccheo. Fabio Cirilli, anche componente della Commissione Lavori Pubblici e capogruppo di A.N. fino al 2007, ha per giunta avallato l’inserimento della metro nel piano triennale delle opere pubbliche. Se l’altra faccia della politica è questa c’è di che preoccuparsi. Dopo il fallimento della candidatura a Sindaco nel 2007, hanno provato la strada della “conversione” al centro dello schieramento politico entrando nell’UDC di Michele e Aldo Forte in cambio di una candidatura alle regionali. I risultati si sono visti e la candidatura di Fabrizio Cirilli alle regionali è stata un flop clamoroso, ciò nonostante attendono, inutilmente, che arrivi loro dalla Giunta Polverini un assessorato, ma il vero obbiettivo è una nuova investitura a Sindaco, pronti, in cambio di questo, a ritornare di nuovo alla corte di Fazzone nel PDL. Tutto ciò condito da due consiliature inconcludenti nel Consiglio della Regione Lazio, con una compartecipazione, da Consigliere di maggioranza, alla dissennata gestione Storace che ha messo in ginocchio la sanità regionale.

Di Moscardelli non si può dire molto non avendo avuto successo la sua candidatura a Sindaco nel 2002, tuttavia non aveva mancato di inserire la metro nel suo programma elettorale, salvo non dire con quali finanziamenti l’avrebbe realizzata e salvo ricredersi, ora, a favore di una strada, la Mare-Monti, che attende da decenni di essere realizzata. Ora che la tendenza di tutte le città d’Europa è quella di togliere le auto dalle strade in favore di mezzi versatili ed ecologici come la metro, Moscardelli rispolvera un progetto vecchio di 40 anni e superato dall’avvento delle nuove tendenze urbanistiche e della nuove tecnologie. Nei suoi trascorsi cinque anni di Consiglio Regionale del Lazio, poi, gli impegni elettorali assunti per la realizzazione del raddoppio della Pontina e del raccordo con l’autostrada del Sole, la Cisterna-Valmontone, sono rimasti inadempiuti benché si tratti, anche in questo caso, di infrastrutture di importanza strategica per il nostro territorio.

Cosa è follia dunque? Questo quadro di inconcludente incoerenza che spiega le ragioni dell’avversione viscerale verso un’opera che attende solo di essere cantierata. E’ o non è follia questo ? E’ o non è follia soltanto pensare che si possa mettere in discussione un progetto che attrae su Latina finanziamenti per oltre 100 milioni di euro ed assicura lavoro, crescita, sviluppo da qui ai prossimi 30 anni? Come si può pensare di dire di no solo per il timore di non sapere affrontare la gestione dell’opera ? La politica deve saper gestire, perché la politica è l’arte del fare avendo di mira l’interesse generale, non del dire no per avversione verso l’altra parte o, peggio, per voglia di rivalsa personale”.

Alessandro Aielli

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