Criminalità organizzata: “Sette anni fa avevamo lanciato l’appello”, dice Cirilli

I manifesti affissi anni fa

LATINA – Criminalità organizzata a Latina – Fabrizio Cirilli: “ Il Procuratore aggiunto D’Elia  dichiara ‘In azione un vero clan’…. finalmente una risposta all’appello di dare nome e cognome a ciò che da anni sta accadendo nella nostra città sotto gli occhi di tutti”
All’indomani dell’ennesima retata delle forze dell’ordine coordinate dal questore D’Angelo e  che ha portato a diversi arresti nel capoluogo, Fabrizio Cirilli torna a sottolineare con forza quanto denunciato da ben sette anni. Denunce che erano prologo di quanto sta accadendo negli ultimi mesi a Latina e che finalmente, alla luce delle operazioni delle forze dell’ordine, potranno essere un punto di partenza per non sottovalutare anche in futuro la questione legata alla criminalità sul nostro territorio.
“Nel 2003 – afferma Cirilli – lo mettemmo per iscritto e lo facemmo presente a voce all’on. Mantovano, allora sottosegretario all’Interno, venuto in visita a Latina: “…..di fronte alla criminalità presente sul nostro territorio ed in particolare ad alcuni  personaggi ad essa collegati , non ci si può e non ci si deve porre con la ‘teoria dei fatti isolati’, analizzando cioè ogni azione malavitosa come cosa a sé, poiché questo preclude la possibilità di capire ciò che sta accadendo e di poterlo contrastare con mezzi e strumenti adeguati; è un po’ il meccanismo perverso che si era instaurato in Sicilia prima dell’era Falcone….”.
“Negli anni successivi abbiamo continuato e cercato di far tenere alta la guardia su questa delicata situazione in tutte le sedi istituzionali competenti, fino a che, esasperati dall’assordante silenzio che ruotava intorno alle nostre denunce e alla luce di ulteriori fatti di sangue conseguenza di vere e proprie faide, nel febbraio del 2010 abbiamo deciso di tappezzare la città di manifesti.
Ci sono voluti sette anni per riconoscere ciò che allora era già scritto negli atti e nei fatti; sette anni di minacce, di estorsioni, di prepotenze,  di ferimenti ed omicidi che hanno infierito sulla nostra città, sulle nostre imprese, sulle nostre famiglie. Tutto ciò deve costituire un insegnamento affinché non vengano ripetuti gli errori commessi, perché ormai è evidente che tutto questo è conseguenza di qualcosa che non ha funzionato. Ora ritengo che non sia tanto importante fossilizzarsi sul passato ma piuttosto occorre concentrarsi e capire quali dovranno essere le prossime azioni da mettere in campo al fine di non ripetere quegli stessi errori. A tal proposito credo che sia giunto il momento che tutte le forze politiche, istituzionali, sociali e religiose del nostro territorio si associno per pretendere il potenziamento, al fianco delle Forze dell’Ordine, di mezzi, strumenti e risorse umane adeguati al contrasto della criminalità organizzata

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