Ecosistema urbano. Latina soffre di mal d’ambiente

Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio

LATINA – Latina scende al 100° posto per traffico e consumi idrici, nella classifica nazionale della XVII edizione di “Ecosistema Urbano”, il rapporto sullo stato di salute dei Comuni italiani realizzato da Legambiente e dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore. “Roma e i capoluoghi del Lazio soffrono di mal d’ambiente, oppressi da traffico e immondizia, incapaci di riqualificare e innovare agganciando le grandi città europee per rendere migliore la qualità della vita dei cittadini, uscendo così dalla crisi ambientale ed economica planetaria -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non ci sono novità positive nel panorama ambientale, anzi il numero di automobili addirittura aumenta in quattro capoluoghi su cinque mentre l’offerta di servizio pubblico non vede nessun potenziamento. Si riducono i consumi idrici ma le perdite di rete rimangono inaccettabili con una punta a Latina del 65%, mentre incredibilmente peggiora la depurazione sempre a Latina e Rieti”.

Le auto sono padrone delle città: tutti i capoluoghi si piazzano a fondo classifica per il livello di motorizzazione: stabile a Latina (73 auto ogni 100 abitanti). Dati stabili sia per quanto riguarda l’utilizzo dei mezzi pubblici (con Latina che conferma una media di 8 viaggi per abitante all’anno) che per l’offerta, dove non si segnala alcun potenziamento, evidenziando un cattivo segnale. Ai minimi termini sia le isole pedonali che le zone a traffico limitato; mentre per le piste ciclabili qualcosa sembra iniziare a muoversi.

Sul fronte rifiuti, la produzione procapite resta molto alta, nonostante la crisi economica, soprattutto a Roma  con 585,7 chili per abitante ogni anno.
Per l’inquinamento atmosferico, il quadro resta sconfortante, con situazioni pesanti soprattutto a Roma, Latina (con un vistoso peggioramento) e Frosinone. Si riducono i consumi idrici in tutti e cinque i capoluoghi di provincia del Lazio (consumo pro-capite sull’erogato): due litri in meno a Rieti (161,9 litri) e Roma (234,3 litri), tre in meno a Latina (156,1 litri), quattro in meno a Viterbo (222,1 litri) e più di venti in meno a Frosinone (che sale in classifica dal 42° al 20° posto, con 140,6 litri). Diversa, invece, la situazione per quanto riguarda le perdite di rete: il record di falle se lo aggiudica Latina con il 65% (in peggioramento).
Una sottolineatura a parte merita il capitolo delle energie rinnovabili, dove per il solare termico e fotovoltaico i dati scarseggiano (non li forniscono né Roma né Rieti) o sono a valore zero. Segno di una grave sottovalutazione e di un imperdonabile ritardo che si va cronicizzando. Regione a due facce per i consumi elettrici domestici procapite: vistosi aumenti a Latina e Roma.

Il parametro di verde fruibile (esclusi parchi e aree protette) resta basso: 19,05 metri quadri per abitante a Rieti, 12,38 a Roma, 12,08 a Frosinone sino a scendere al 4,10 di Latina e all’incredibile 1,80 di Viterbo; non va meglio per gli ettari comunali di superficie verde dove spicca solo Roma (3.644 mq aree verdi su ettari superficie urbana), seguita a grande distanza da Latina (445) e Rieti (419). Male Viterbo (128) e Frosinone (151).

“Le città del Lazio sono ripiegate su loro stesse, l’immobilismo sulle politiche ambientali porta il Lazio a peggiorare, la ricetta per far vivere meglio i cittadini è chiara ma le amministrazioni stentano a crederci cedendo a interessi particolari -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. E’ paradigmatica la situazione della gestione rifiuti, in questi anni dove si è lavorato sulla differenziata ‘porta a porta’ i risultati si stanno evidenziando come a Frosinone e Latina, dove si tentenna come a Rieti i numeri crescono meno, dove ci si ferma come a Viterbo addirittura si torna indietro. Questo dimostra come le scelte concrete cambino le realtà, nonostante le discariche siano state tutte allargate e su riduzione e riuso non si sia fatto nulla. In tal senso preoccupa il nuovo modello misto cassonetto e pseudo domiciliare che l’AMA sta avviando a Roma, che rischia di far saltare il buono che si è fatto. Continuano a preoccupare i dati dell’inquinamento atmosferico, sia per gli ossidi di azoto che per le polveri e l’ozono, ma soprattutto non si vedono novità sulla mobilità sostenibile, le poche piste ciclabili in più non bastano a compensare il fermo su car sharing e car pooling o sul bike sharing abbandonato a se stesso. La lotta al cambiamento climatico che preoccupa tanto i cittadini va affrontata a partire dalle politiche concrete delle città, con impegni di taglio dell’anidride carbonica e dei gas serra, che Roma e il Lazio devono portare a fine novembre al dibattito della Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite a Cancun”.

Latina, con un punteggio del 29,98%, si piazza al 100° posto (la scorsa edizione era al 91°) perdendo 9 posizioni. Il ruolo di fanalino di coda nel rapporto “Ecosistema Urbano” si avvicina sempre di più con ben tre maglie nere a livello nazionale assegnate al capoluogo pontino: per le perdite nella rete idrica (che raggiungono quota 65%), per il trasporto pubblico (tra le città medie) e, infine, per tasso di motorizzazione (73 auto ogni cento abitanti). In calo anche i parametri di inquinamento (89° posto per la media di Pm10), depurazione (inchiodata al 59%) e verde urbano.

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