“Il Comune di Latina strozzato dagli affitti”

Fabrizio Cirilli

LATINA – Il Comune di Latina è strozzato dagli affitti, cion tutti i soldi pagati fino ad ora avrebbe potuto acquistare gli immobili. Lo dice in una lunga nota Fabrizio Cirilli.

Vi proponiamo il testo integrale:

In merito alla questione dell’ammontare degli affitti pagati dal Comune di Latina per i suoi uffici, interviene Fabrizio Cirilli, tornando a sottolineare l’assurdità di alcune operazioni di compravendita di immobili che sono costate alle casse comunali una cifra tale che avrebbero consentito l’acquisto di tutti gli spazi necessari ad ospitare gli uffici distaccati della amministrazione comunale e che invece sono oggetto di affitto.
“Il Comune di Latina per l’affitto di due piani degli uffici al palazzo  Pegasol (ex autolinee) paga circa 320 mila euro all’anno, il cui contratto è firmato fino al 2013 (data in cui il Comune di Latina avrà quindi sborsato circa 1 milione e 900 mila euro).” – dichiara Fabrizio Cirilli –  “Come abbiamo già sottolineato nel dossier da noi presentato in giugno alle istituzioni e alle autorità competenti, la società Dpf comprò quell’immobile nel 2003 alla cifra di 2 milioni e 800 mila euro. Più o meno nello stesso periodo invece il nostro comune acquistava all’asta per circa 2 milioni e 500 mila euro il rudere che si trova sulla pontina denominato ex Icos. Facendo un semplice calcolo, è facile comprendere il paradosso: noi acquistiamo ruderi per milioni di euro che restano inutilizzati e poi paghiamo fitti per centinaia di migliaia di euro per palazzi di proprietà privata che ospitano i nostri uffici. Se avessimo comprato il Pegasol invece dell’Icos oltre ad aver avuto un immobile di proprietà,  avremmo risolto non solo il problema gli uffici in esso ospitati , ma anche quello di tutti gli altri oggi affittati in giro per la città, in primis quelli ospitati presso l’ex intendenza di finanza in piazza del popolo.  Ritengo importante sottolineare e ribadire l’importanza di questi passaggi non per aprire polemiche rispetto al passato che, nella grave situazione in cui siamo, seppur legittime, sono superflue e quindi inutili, ma intendo farlo con spirito costruttivo. Credo infatti che in un momento in cui  quotidianamente continuiamo a leggere sui giornali  di liste, candidature, potenziali aggregazioni etcc etcc, l’unica speranza di un futuro diverso per la nostra città  non possa non essere preceduta da  analisi di questo tipo. Delineare un quadro di ciò che è accaduto in passato e di quella che è la realtà del presente può essere l’unico modo per poter individuare proposte e linee di azione per il futuro. Solo dopo aver fatto ciò si potranno presentare ragionamenti ai cittadini, cercare una condivisione degli stessi e mettere in campo proposte e linee di azione utili ad un reale cambiamento.
EX ICOS palazzo che si trova sulla ss pontina….

Stato attuale dell’immobile rudere inutililizzato

Il Comune di Latina lo ha acquistato all’asta per la cifra di 3 milioni 200 mila euro
Ad oggi inutilizzato ed inutilizzabile
PEGASOL ex autolinee, posizione centrale

Acquistato dalla società Dpf (la stessa che con i rialzi d’asta ci ha fatto pagare l’ex Icos 700mila euro in più) alla cifra di 2 milioni 800 euro

Il Comune di latina lo ha affittato per trasferirci alcuni suoi uffici che si trovano su due piani dello stesso alla cifra di 320mila euro l’anno (totale contratto circa 1 milione 900mila euro)

Una ulteriore considerazione a riguardo: continuiamo anche a pagare l’affitto per i locali che ospitano la Procura i, per un canone di 1milione e 300 mila euro e sappiamo che quegli uffici resteranno lì, nonostante il contratto sia scaduto nel novembre 2009, perché  i lavori per la realizzazione della nuova cittadella giudiziaria sono oramai da tempo fermi. Ma qualcuno si è chiesto che quei lavori sono stati gestiti su mandato del Comune dall’allora Provveditore alle Opere pubbliche Balducci quello stesso dell’Icos ma anche lo stesso che risulterebbe coinvolto nelle inchieste delle procure di Firenze e di Roma e Perugia per quanto attiene tangenti ed affidamenti impropri di appalti per la realizzazione di caserme e/o palazzi di giustizia? O ancora che alla società capofila, che oggi risulta più o meno essere scomparsa, venne affidato l’appalto non tramite una gara pubblica ma più o meno direttamente attraverso lo stesso Balducci in quanto l’opera considerata costruzione di un “sito sensibile?”

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