In tasca il biglietto per Londra, ma per Fiori arriva il carcere. Ciarelli è sicuro: “E’ lui, mi ha sparato”.

Gianfranco Fiori

LATINA – Voleva partire per Londra in tasca un biglietto aereo prenotato on line. Forse voleva fuggire Gianfranco Fiori il 23 enne di Latina arrestato dalla Squadra Mobile con l’accusa di aver sparato contro Carmine Ciarelli su mandato di Massimiliano Moro la mattina del 25 gennaio scorso. Su quel volo non è mai salito. E’ accusato di tentato omicidio e porto abusivo di arma da sparo. Doveva scappare dal clan Ciarelli che aveva intenzione di eliminarlo e ci aveva già provato. Chi è questa nuova leva del crimine locale, da tempo vicino a Moro, ce lo racconta Antonio Bertizzolo. ASCOLTAaudioservizio]

Fiori sarà ascoltato domani dal Gip per l’interrogatorio di garanzia.

LA CERTEZZA – La svolta nelle indagini è arrivata il 24 settembre quando Antonio Ciarelli, fratello di Carmine, incontra nella zona dei pub a Latina, Gianfranco Fiori e lo picchia selvaggiamente, prima in strada poi in un pub in cui lui tenta di rifugiarsi. All’arrivo della polizia i due diranno di aver litigato per futili motivi, ma al quadro ricostruito dalla Polizia nel corso delle lunghe indagini seguite ai fatti di sangue di gennaio, si aggiunge una prova ulteriore. Già il 6 giugno scorso tre persone, tra cui Giuseppe Di Silvio, erano state arrestate a Latina Lido dopo essere state trovate armate. L’arma carica e pronta a sparare – secondo gli investigatori – doveva servire proprio a far fuori Gianfranco Fiori.

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