Rifiuti a Minturno. Domani gli interrogatori. I passi dell’inchiesta

Il consigliere regionale Romolo del Balzo

MINTURNO – Inizieranno domani mattina a partire dalle nove nel carcere di Latina gli interrogatori nei confronti degli arrestati per l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza a Minturno relativa alla raccolta dei rifiuti. Sarà il gip Costantino De Robbio ad ascoltare le persone che si trovano in carcere, mentre nel pomeriggio a partire dalle 15 saranno interrogati gli indagati che si trovano agli arresti domiciliari, nella giornata di giovedì o venerdì con ogni probabilità sarà invece interrogato il consigliere regionale del Pdl Romolo Del Balzo che si trova ricoverato in una clinica a Formia, per lui l’accusa è quella di truffa e frode.

All’arrivo della Guardia di Finanza si è sentito male ed è stato ricoverato nella Clinica Villa Del Sole di Formia, Romolo Del Balzo consigliere regionale del Pdl di Minturno arrestato insieme con altre sei persone su disposizione del gip di Latina, Costantino De Robbio. I provvedimenti erano stati chiesti dal Pm Giuseppe Miliano al termine dell’inchiesta sull’appalto per la gestione dei rifiuti a Minturno. Secondo l’accusa Del Balzo aveva rapporti diretti con la società Ego Eco che gestiva a modo suo il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nel comune del Sud Pontino: niente raccolta differenziata, smaltimento in discariche non autorizzate, mezzi vecchi e non assicurati e altro ancora.

L’INCHIESTA è nata nel 2008 ed è partita dall’individuazione e il sequestro di due aree nel comune di Minturno adibite a stoccaggio e smaltimento di riguidti industriali, pari a 30mila metri quadrati. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Latina Costantino De Robbio e rappresentano un’ appendice alle misure applicate nel dicembre del 2008 che avevano portato all’arresto di un funzionario del Comune di Minturno e di un imprenditore di Cassino.

I dieci indagati a vario titolo devono rispondere di concorso in frode nell’esecuzione di pubblici appalti e pubbliche forniture e truffa ai danni di enti pubblici. Il giudice ha disposto anche il sequestro di tre società che hanno sede a Roma e il sequestro di beni e conti correnti per un valore di 15 milioni di euro. <Gli accertamenti hanno permesso verificare che le società coinvolte eseguivano le prestazioni in maniera difforme da quanto sottoscritto nell’appalto. Sono stati riscontrati la mancata corresponsione dei contributi previdenziali ai dipendenti la mancata esecuzione del servizio e della raccolta differenziata e l’impegno di mezzi e attrezzature non funzionanti, tutto questo ricevendo con la compiacenza di funzionari e pubblici amministratori regolari liquidazioni e spettanze>.

GLI INDAGATI  sono dieci. Arrestati oltre a Del Balzo, Augusta Ciummo, 26 anni, amministratrice della società;  Liberato De Simone, 52 anni, coordinatore del servizio per la Eco Ego e  Michele Camerota, 48 anni, dirigente comunale di Minturno. I domiciliari sono stati disposti per Anna Antonia Romano, 54 anni, Gerardo Ruggieri, 43 anni di Minturno, dipendente della Eco Ego; Giuseppe Papa, 61 anni, dirigente del settore Ambiente del Comune di Minturno. Indagati a piede libero, Anacleto Fini, 65 anni residente ad Ariccia ma domiciliato ad Aprilia, Mario Martone, 51 anni residente a Gaeta,  e infine Vittorio Ciummo  50 anni, padre di Augusta, già finito ai domiciliari quando era amministratore unico della Eco Ego.

Nell’ordinanza di custodia cautelare così il gip Costantino De Robbio traccia il ruolo di Del Balzo.<La frode è relativa al contratto d’appalto del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani a Minturno, consentendo l’inesecuzione delle prestazione, come previste dal capitolato ed in particolare della differenziata>.

IL RISVEGLIO a Minturno è stato tra l’incredulità generale  fino alla conferma dell’arresto di Romolo del Balzo, consigliere regionale e Presidente della Commissione consiliare Lavori pubblici e Politica della Casa, al  suo secondo mandato alla Regione Lazio. La sua carriera politica è iniziata proprio nella sua la città, a Minturno. A 40 anni è stato eletto consigliere comunale diventando anche presidente del Consiglio Comunale, (un incarico che ha ricoperto per tre mandati di seguito), nello stesso anno è diventato consigliere provinciale e poi assessore nel 1997, rieletto ha ricoperto molti incarichi è stato anche vice presidente della giunta provinciale. Nel 2006 è entrato nel Consiglio regionale del Lazio ed è stato vicepresidente della Commissione Sanità, fino all’ultimo incarico. Medico e dirigente della Asl, a causa dei suoi impegni- si legge nelle biografia del suo sito- è stato costretto a sospendere la sua attività professionale per incompatibilità con gli incarichi.

LE REAZIONI – Sono state tante le reazioni alla notizia degli arresti: “I nuovi arresti per reati connessi allo smaltimento di rifiuti lasciano interdetti, rimandano a fatti gravi che confermano purtroppo l’infiltrazione delle Ecomafie nella nostra regione -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Serve allora una reazione forte da parte delle Istituzioni, metteremo a disposizione della Regione Lazio i dati in possesso del nostro Osservatorio Ambiente e Legalità sul tema, ma nel nuovo piano rifiuti ci aspettiamo più che altre discariche e inceneritori una nuova stagione di riduzione e raccolta differenziata dell’immondizia, settori a basso livello di illegalità e infiltrazione”. Tante anche le reazioni da parte di amministratori e politici : “Ci auguriamo che il fatto non sussista – dice la Polverini – in ogni caso non credo sia opportuno esprimerci oggi. Siamo fiduciosi nella magistratura e aspettiamo di capire di cosa stiamo parlando”. “Siamo in attesa di capire meglio che cosa è successo” – dice il coordinatore del Pdl Lazio, Vincenzo Piso – Sulla base di quanto sappiamo dagli organi di stampa – ha continuato Piso – non si capisce quale sarebbe il suo ruolo”. “Sul piano politico ci aspettiamo che – dice Vincenzo Maruccio dell’Idv – il consigliere deve fare luce quanto prima sulla vicenda e non cerchi scorciatoie per sottrarsi all’indagine. Il presidente Polverini dovrebbe porsi il problema del rispetto della legalità nel suo schieramento”.

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Alto