Un piano per le Isole Pontine. “L’arcipelago può rendere grande il Lazio”

Cala Feola a Ponza

LATINA – Salvare Ponza e Ventotene facendone il fulcro dello sviluppo turistico del territorio. E’ quanto prevede il piano pluriennale di sviluppo socio-economico della Comunità dell’arcipelago e delle Isole Pontine. Lo studio, di 400 pagine, finanziato dalla Regione Lazio, è stato presentato nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella Sal Giunta della Camera di Commercio di Latina. Presente, il Presidente dell’Ente Vincenzo Zottola, e i rappresentanti degli Enti che hanno concordato sulla necessità di dotarsi di un piano operativo di sviluppo: Regione, Provincia, Comunità d’ Arcipelago e i comuni di Ponza e Ventotene.

Ventotene

Il sindaco di Ventotene Vincenzo Assenzo ha ricordato la tragedia del 20 aprile quando due ragazze romane morirono sull’isola, e ha richiamato come centrale il tema del dissesto idrogeologico “di vitale importanza per le isole. Ponza ha 3000 avbitanti noi 600 – ha aggiunto – ma i problemi che dobbiamo affrontare sono gli stessi”. Le isole si sbriciolano: “Ogni giorno ci accorgiamo che ci sono state nuove frane, l’ultima a Cala Nave – ha detto Assenso  – solo pochi giorni fa. Ho sentito la Presidente Polverini sul piano di assetto idrogeologico (i lavori sarebbero dovuti già partire, la messa in gara era prevista subito dopo la pausa estiva, ndr) e mi ha detto che attendono il vaglio della Corte dei Conti”.

Il senso del piano dalla voce di Filippo Ziccardi della Benchmark Italia che lo ha redatto ASCOLTAaudioFilippo Ziccardi]

Riportiamo qui i punti cardine del Piano.

Il Piano Pluriennale di Sviluppo Socio-Economico 2011/2015 parte da una certezza: la presenza all’interno del sistema delle Isole ponziane di tutte le caratteristiche per conquistare una centralità nel Lazio, in Europa e nel Mediterraneo.

L’arcipelago può rendere grande il Made in Lazio e il Made in Italy, sotto tutti i punti di vista: ambientale e paesaggistico, storico e archeologico, culturale ed enogastronomico, ma ha bisogno di azioni mirate sinergiche all’insegna della riqualificazione, la valorizzazione, la promozione e l’innovazione.

In particolare è l’evidente vocazione turistica a rappresentarne il principale motore di sviluppo socio-economico, oltre ad essere l’elemento di integrazione tra tutte le risorse territoriali e imprenditoriali.

Con uno sguardo verso un Patto per lo Sviluppo Locale, il cambiamento parte da qui per raggiungere nei prossimi anni importanti e attesi risultati di sviluppo.

Gli obiettivi principali

– Avere un unico strumento di governo del territorio

Questo P.P.S.S.E., per la sua impostazione e per il grado di coinvolgimento, permette di attivare forme di confronto con la Regione, la Provincia e la Camera di Commercio per costruire una forma negoziata che sostenga la strategia di sviluppo e le sue priorità.

– Avere uno strumento di condivisione con il territorio
 

 

Poter disporre di un piano condiviso con il territorio che individua linee di azione a medio termine e definisce con chiarezza quale direzione intraprendere, consente di attivare forme di azione comune che riducano al minimo il

dispendio di risorse anche economiche.

– Avere uno strumento per dare nuovo impulso alla ripresa economica
 

 

Un Piano quinquennale assume una rilevanza ancor più strategica in un momento in cui la coda di una crisi economica internazionale pesantissima obbliga tutti ad una definizione di scelte programmate e incisive per dare nuovo impulso alla ripresa.

– Avere uno strumento di programmazione integrata
 

 

Disporre di un Piano quinquennale contenente le principali linee strategiche e ottenere una sua piena condivisione da parte delle più importanti istituzioni, oltre che delle diverse risorse territoriali, consente di ampliare le potenzialità di recepimento di finanziamenti regionali ed europei.

PRIMA TAPPA: L’ANALISI TERRITORIALE
 

 

Il viaggio nella costruzione del Piano ha avuto inizio con l’analisi delle caratteristiche e dei fattori attrattivi dell’arcipelago, dei suoi punti di forza e debolezza, della competitività del sistema e delle sue possibili linee di sviluppo. 10 aree tematiche raccontano il sistema delle due isole, tracciando un quadro di riferimento di grande interesse.

Il profilo geografico-territoriale
 

 

La Comunità possiede un sistema ambientale unico comprendente S.I.C., Z.P.S., Parco Nazionale, Riserva Naturale Statale e Area Marina Protetta, siti di interesse per il sistema migratorio.

Ma una delle maggiori problematiche emerse riguarda la salvaguardia delle coste e la messa in sicurezza della fascia costiera con interventi puntuali e a basso impatto.

Il profilo storico-culturale
 

 

L’arcipelago dispone di importanti risorse articolate racchiuse in un micro cosmo, dove è possibile avere un’elevatissima concentrazione di elementi storici, archeologici, culturali che attraversano i 2000 anni di civiltà mediterranea fino ad arrivare all’Europa Unita.

L’analisi demografica
 

 

L’arcipelago ha vissuto negli ultimi 50 anni profondi mutamenti demografici, strutturali e congiunturali che hanno avuto ripercussioni sulle dinamiche sociali ed economiche del territorio. Tra questi il più rilevante è l’incremento marcato dell’indice di invecchiamento demografico registrato nelle due isole già alla fine del 1961.

L’analisi del contesto socio-culturale
 

 

I sistemi analizzati evidenziano un tessuto sociale contraddistinto da una forte identità isolana, ma fanno emergere un problema legato alle politiche di confronto sociale e di mantenimento del tessuto in fase di indebolimento costante. Il forte cambiamento del mercato del lavoro e la tendenza allo spopolamento abbassano notevolmente la qualità del capitale umano, inteso come risorsa utile a far crescere il sistema economico, sociale e culturale. Pesa inoltre la bassa scolarizzazione.

SECONDA TAPPA: LA CONDIVISIONE CON IL TERRITORIO
 

 

Ogni analisi ha bisogno di una verifica e di una condivisione con i principali soggetti territoriali, necessari protagonisti delle successive fasi di attuazione del Piano.

Sono state dunque previste azioni di confronto con le Amministrazioni comunali e la Comunità di Arcipelago, la popolazione, le imprese e le Associazioni.

• POPOLAZIONE

I giovani studenti delle due isole intervistati sulle loro aspettative, prospettive e sul grado di soddisfazione rispetto ai servizi esistenti.

• AMMINISTRATORI E COMUNITA’ DI ARCIPELAGO

Amministratori e Comunità di Arcipelago per la prima volta a confronto con le 11 sfide programmatiche.

• ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA E IMPRESE

In questa fase di ascolto si sono delineate condizioni favorevoli per una integrazione tra le isole dell’Arcipelago Ponziano con piena partecipazione alle riunioni di operatori economici delle due isole, dei due sindaci, con i rispettivi assessori e della cittadinanza.

TERZA TAPPA: LA DEFINIZIONE DELLE PROPOSTE PROGETTUALI
 

 

Sono 11 le linee di intervento prioritarie individuate alla luce dei risultati ottenuti dalle fasi di studio e di condivisione.

11 progetti che costruiscono il cambiamento.

11 sfide per porre le Isole Ponziane e le loro peculiarità al centro del Lazio, dell’Europa e del Mediteranneo.

LE 11 SFIDE…
 

 

1. Coesione e governo del territorio

2. Orientamento alla modernizzazione e alla qualità della vita

3. Rilancio del sistema turistico integrato

4. Salvaguardia della fascia costiera

5. Valorizzazione della portualità e della nautica

6. Qualificazione, integrazione e potenziamento dei servizi intermodali di trasporto

7. Valorizzazione del sistema ambientale

8. Valorizzazione del sistema culturale

9. Valorizzazione del sistema archeologico e storico

10. Valorizzazione del sistema urbanistico

11. L’arcipelago ponziano al centro dell’Europa e del Mediterraneo

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