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Il ministero è senza liquidità, e non riesce a pagare la mobilità ex Granarolo

SERMONETA – Nell’incontro che si è tenuto questa mattina presso il Ministero del Lavoro a Roma, inerente il rinnovo degli ammortizzatori sociali in deroga per i lavoratori della Granarolo di Sermoneta, i dirigenti del Ministero hanno evidenziato la difficoltà a concedere la cassa integrazione straordinaria in deroga, a causa, a loro dire, della mancanza di fondi adeguati a coprire le migliaia di richieste avanzate presso il Ministero. Una contraddizione enorme da quanto sostiene invece il governo. Questo significa, quindi, che ad oggi non ci sarebbero le condizioni per concedere la cassa in deroga. La situazione è di per se peggiorata e le Organizzazioni sindacali hanno manifestato forti preoccupazioni anche per tutte le aziende e i lavoratori che dal primo gennaio chiederanno la proroga degli ammortizzatori sociali in deroga, tanto che Fai Flai e Uila hanno già detto al Ministero che non resteranno inermi di fronte a questa situazione. La riunione è stata aggiornata al 29 dicembre per verificare possibili strade alternative in assenza delle quali, dal primo gennaio, per i lavoratori della Granarolo scatterebbe la procedura di mobilità e il conseguente licenziamento di tutti i lavoratori.
“Pensavamo di fare un incontro veloce per una procedura semplice di cassa integrazione, invece è incredibile quanto ci hanno comunicato al Ministero – hanno dichiarato Bellezza Gioia e Passaretti Segretari di Fai, Flai e Uila di Latina – che è in palese contraddizione con quanto ha asserito e continua ad asserire il governo, il quale sostiene che ci sono i soldi per le casse in deroga. Auspichiamo che si possa trovare una soluzione altrimenti dal primo di gennaio c’è il rischio che i lavoratori vengano licenziati. Per questo motivo chiediamo alle istituzioni di fare immediatamente chiarezza”. Contestualmente l’azienda di Bologna ha comunicato che lo stabilimento di Sermoneta è stato venduto ad una società immobiliare. Una operazione finanziaria senza un progetto di reindustrializzazione che allarma i sindacati  “Siamo preoccupati che la scelta della ex Granarolo sia stata solo quella di vendere lo stabilimento ad una società immobiliare – hanno aggiunto Bellezza, Gioia e Passaretti – senza un progetto di industrializzazione e che ciò sia accaduto senza nessun confronto con le Organizzazioni Sindacali. Per questo motivo chiediamo un incontro con le Istituzioni e con la nuova società acquirente per capire quali siano le strategie. Con forza chiediamo che le Istituzioni si facciano parte attiva anche per la ricerca occupazionale degli oltre 120 lavoratori e invitiamo lo stesso sindaco di Sermoneta, Giovannoli di evitare che avvengano speculazioni sul sito, anche per rispetto degli impegni che lo stesso primo cittadino si era preso nei confronti dei lavoratori, ovvero di non cambiare la destinazione d’uso dello stabilimento ex Granarolo. Le Segreterie provinciali di Fai, Flai e Uila effettueranno subito dopo l’incontro del 29 una assemblea aperta con tutti i dipendenti davanti ai cancelli dello stabilimento di Sermoneta”

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