Occupazione: un anno da dimenticare per l’Ugl

LATINA – “Anche questo, un anno da dimenticare per la provincia di Latina sul fronte occupazione” dice Maria Antonietta Vicaro Segretario Provinciale della UGL di Latina “ci eravamo lasciati alle spalle un 2009 drammatico, ma basta citare alcune aziende che nel 2010 hanno annunciato la chiusura come Nexans, Gial, Tacconi, Meccano, per capire quanto sia stato pesante sul fronte lavoro, l’anno che ci lasciamo alle spalle.Oltre alle poche aziende storiche che “tengono” sul territorio, ma che non assumono, ci troviamo con una impennata della cig in deroga +223%, perche’ se e’ vero che la cig ordinaria e’ in frenata dagli ultimi dati Inps, il fatto che si ricorra in deroga dopo aver utilizzato i tempi a disposizione per la ordinaria, evidenzia quanto ormai la crisi sia diventata “cronica” e quanto tocchi tutte le tipologie di aziende. Il dato di novembre indica un ricorso medio totale in aumento della Cig di circa il 100% rispetto all’anno precedente.

 

L’aspetto piu’ preoccupante e’ che nessuno parla di nuova occupazione, senza la quale non ci può essere un vero rilancio della nostra economia. Per questo accanto agli ammortizzatori sociali, occorre che le istituzioni abbiano un impegno maggiore sulle politiche attive del lavoro. Chiediamo interventi più mirati alla salvaguardia dell´occupazione sulla provincia e denunciamo il mancato inserimento nella finanziaria dell´azzeramento dell´IRAP per le aziende che assumono e che aprono nuove attività. Inoltre per favorire l´accesso al credito, chiediamo che ci siano da parte delle istituzioni, confronti con i maggiori istituti per verificare situazioni che sono di freno e contrasto alla attuale economia, come la mancata erogazione del credito alle aziende e verifica sulle possibilità date a nuove imprese per l´insediamento nei siti dismessi del nostro territorio più volte mappati, con agevolazioni date agli imprenditori di buona volontà. Inoltre in mancanza di nuovi insediamenti industriali, le politiche attive dovranno essere indirizzate anche verso settori diversi da quelli dell’industria, come il turismo, il commercio e i servizi. Senza queste sinergia la nostra Provincia continuerà a essere sempre tra le prime nei dati negativi legati all´occupazione, alle chiusure e al ricorso agli ammortizzatori sociali.”.

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