Perché c’è arsenico nella nostra acqua? Risponde il geologo Amodio

LATINA – Il caso dell’acqua all’arsenico sempre in primo piano. In questi giorni gli enti interessanti, Arpa, Asl, Provincia, Comuni e  gestore idrico dell’Ato 4 sono al lavoro per trovare soluzioni alla questione esplosa in provincia di Latina con la mancata proroga del regime delle deroghe ai valori di arsenico contenuti nelle acque ad uso potabile, ad opera dell’ Unione Europea. 

Tra i novantuno comuni “a rischio” nel Lazio, per i quali l’Italia aveva chiesto lo sforamento dei limiti, molti sono pontini, ma quelli all’indice sono Cisterna e Cori dove i valori superano nettamente il massimo consentito. A Cisterna il gestore prevede di cambiare fonte di approvviggionamento rifornendo il Comune, attraverso una nuova condotta (da realizzare) che preleverà acqua da  Ninfa. Per Cori si pensa all’installazione di un impianto apposito per abbattere il livello della sostanza tossica e portarlo a valori tollerati.

E poi ci sono i cittadini preoccupati della loro salute dopo anni di non-informazione.  

Il geologo Massimo Amodio

Ma qual è il problema? Perché c’è arsenico nell’acqua che esce dai nostri rubinetti? Lo abbiamo chiesto al geologo di Latina Massimo Amodio ASCOLTAaudiomassimo amodio]

Il dipartimento d’igiene presso la Asl di Latina intanto rassicura che saranno effettuate analisi presso ogni condotta o sorgente in modo da decidere caso per caso il da farsi Importante tutelare i soggetti a rischio.

Per lunedì è stato programmato in Provincia un incontro sull’argomento.

ORDINE DEL MEDICI – Giovanni Maria Righetti, presidente dell’ordine dei Medici di Latina scrive al Commissario Straordinario Azienda USL: “L’Ordine dei Medici di Latina,  rifacendosi all’articolo 5 del suo Codice Deontologico e cioè alla tutela della salute delle persone salvaguardando l’ambiente, e alla Carta di Padova, secondo la quale la classe medica ha il dovere di prevenire l’insorgenza di malattie e di contrastare i fattori di rischio per la popolazione, proponendosi come supporto agli organi di governo per la protezione dell’ambiente e della salute, dopo aver letto sulla stampa locale notizie allarmistiche sulla pericolosità della presenza, oltre i livelli consentiti, di arsenico nelle acque potabili, e considerando che dati dell’ A.I.R.C.(Agenzia Internazionale di ricerca sul cancro) classifica l’Arsenico come elemento cancerogeno certo di classe 1 e lo pone in diretta correlazione con molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute, le chiede di intervenire sui mass media, alla luce dei dati in vostro possesso sul reale quantitativo di arsenico nelle acque potabili della nostra provincia, per eventualmente allertare i Comuni interessati, ad assumere gli opportuni provvedimenti, ma nel contempo tranquillizzare le popolazioni dei Comuni dove il quantitativo di arsenico nelle acque è nei limiti consentiti.

DE AMICIS – Continuiamo a tenere gli occhi aperti sulla contaminazione dell’acqua potabile per l’alta concentrazione di arsenico in alcuni Comuni della Provincia ben sapendo che non esiste deroga alcuna rilasciata dalla Unione Europea (con decisione della C.E. del 28 ottobre 2010) all’Italia per i valori dell’arsenico nell’acqua sopra i limiti originali fissati e cioè di 10 microgrammi per litro. Anche perché tutto questo, e il non adeguamento ai parametri UE comporterà una nuova procedura d’infrazione contro l’Italia. Ed è inutile e preoccupante la nota inviata dalla Regione Lazio il 18 novembre scorso a ben 30 Comuni con la quale sono stati invitati i Sindaci ad emettere ordinanza di non potabilità per acque che presentino concentrazioni di arsenico pari a 20 microgrammi/litro. Non rispettando quindi delle norme Comunitarie ben precise e vincolanti che non sono state mai fino ad adesso derogate dalla Commissione Europea. Quanti Comuni ci sono nel Lazio che hanno oggi nell’acqua potabile valori superiori a 10 microgrammi/litro ? Sarebbe opportuno che in tempi brevissimi gli organismi competenti riaggiornassero i valori delle concentrazioni di arsenico nell’acqua tenendo bene a mente il valore soglia dei 10 mc/l al di là del quale non è possibile derogare. Ritengo che la tutela della salute sia un bene a cui non si puo’ derogare e saremo vigili in tutti i Comuni della Provincia sui dati di potabilità dell’acqua.

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