Anche Giuseppe Vallone appoggia la candidatura di Delio Redi

LATINA – Nella lista INSIEME PER LATINA ALLEANZA DI CENTRO REDI SINDACO, che sostiene la candidatura di Delio Redi  a Sindaco di Latina, oltre alla dottoressa Carla Scacchetti e al dottor Massimo Musilli, c’è anche Giuseppe Vellone, Laureato, Medico di Medicina Generale.
In questi Tempi la serietà è un frutto fuori stagione, decidiamo con Delio Redi di coltivarla anche nei frananti orticelli del nostro angusto angolo di mondo.
Il Sistema sanitario è in crisi, ridotto al lumicino e possiamo dire che siamo al collasso di tante speranze fondate sul nostro diritto alla salute che deve essere imprescindibile e fondamentale per ogni cittadino. Di questa situazione non si possono rendere responsabili i medici ed i cittadini che continuano a fare il loro dovere in mezzo ad un groviglio di difficoltà ed ostacoli sociali. E’ ora che la politica ci metta la propria faccia, poiché fino ad ora non ci ha fornito che iniziative tinte di demagogia riciclata prima ai medici e poi all’opinione pubblica. Occorre, pertanto ritrovare nella politica quei poteri di reale rappresentanza al diritto della salute dei cittadini, prendendo coscienza dell’attuale situazione con lucidità e con coraggio muoversi secondo programmi la cui realizzazione non può navigare nel pantano delle reticenze e delle formulette occasionali. Il Sistema sanitario è spesso fortemente mortificato dai tagli economici, che determinano inadeguatezza ed inefficienza in molte strutture a fronte di una sempre crescente domanda di salute sia quantitativa che qualitativa e che sembrano danzare futili balletti sulla scena di una democrazia tenuta sveglia dal duello tra l’arresto economico e lo scollamento dei valori umani, che necessita, quindi, dell’avallo di comitati moralizzatori e bioetici. Delio Redi con tutte le scelte vagliate in maniera profondamente analitica ci può fornire la bussola per uscire fuori dallo stato di stagnante crisi che spesso ha raggiunto limiti inaccettabili in un baillame di tensioni inflazionistiche. Si tratta di metterci dinanzi ai problemi non per evocare un caleidoscopio di ambizioni personali ma per cercare di ritrovare una buona volta quel delicato gioco di equilibri morali e sociali, senza dilatarli sugli spalti della polemica nel giro tortuoso tra la razionalizzazione della spesa sanitaria, le sue eliminazioni di posti letto e l’obiettivo invece da raggiungere dell’equità sociale e di distribuzione territoriale dei servizi anche nelle zone disagiate e svantaggiate. Dobbiamo incentivare l’immensa risorsa delle energie sociali che derivano dal volontariato, già consacrate da una grande tradizione che è inalienabile e determinare anche l’attivazione di progetti pilota in cui possono subentrare i Medici di famiglia con una gestione sanitaria integrata degli ospedali attualmente in chiusura, dedicando così maggiori attenzioni all’aumentata popolazione anziana, aumentando i posti di lavoro e riconoscendo ai medici il diritto di rivendicare una funzione responsabile che tornerebbe nel suo alveo naturale, al di sopra dei particolarismi settoriali e degli egoismi individuali, riguadagnando molto con gli assistiti sul piano psicologico ed affettivo. Si dovrà puntare sulla fissazione di livelli di assistenza sanitaria minimi ed uniformi nei singoli comparti con costante verifica della loro adeguatezza , sull’abbattimento delle attese di visita ora semestrali o addirittura annuali anche per le gravi patologie, sul rimodellamento della qualità di vita negli ospedali, sull’umanizzazione dei servizi e sulla considerazione dell’Uomo malato in senso olistico e non come un numero di posto letto o come spesa in Euro che grava sulla sanità.
Cerchiamo, quindi, mentre questo treno sfavilla verso il futuro di aspettarlo sotto la pensilina in compagnia del nostro patrimonio di serietà ed esperienza, senza rimorsi di rimanere contemplativi in una grigia sala d’aspetto.

Riceviamo e pubblichiamo da

Delio Redi

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