A Cisterna e Sezze trovano rifugio alcuni minori tunisini

L'assessore regionale Aldo Forte

ROMA – “Altri 86 minori tunisini sono arrivati nel Lazio a bordo della nave Clodia. Sono stati alloggiati in tre case famiglia a Cisterna Roma e Frosinone”. A renderlo noto è l’assessore regionale pontino Aldo Forte. “I nuovi arrivati – ricorda Forte – si aggiungono agli undici giunti sulla nave Clodia che sono stati immediatamente accolti in tre case famiglie, a Sezze , a Civitavecchia e a Cassino. Intanto presso la caserma De Carolis l’identificazione degli immigrati continua. E ci dicono che potrebbero esserci altri minori non accompagnati. Per il momento ne è stato identificato un altro, che sta effettuando i controlli medici del caso”.
“Stiamo realizzando un ‘modello Lazio di accoglienza’ per garantire agli immigrati condizioni rispettose della dignità umana. E grazie al quale oggi possiamo dire di aver alleggerito Lampedusa di una delle emergenze più delicate, quale quella dei minori, che stava diventando critica. Anche grazie alla sensibilità dimostrata dalla provincia di Latina”. Lo ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio, Aldo Forte, dopo aver accolto insieme alla presidente Polverini gli 86 minori tunisini arrivati all’aeroporto di Fiumicino da Lampedusa, venti dei quali saranno ospitati in una struttura per minori di Cisterna di Latina.

Parlando del ‘modello Lazio’ Forte aggiunge che “così come a Civitavecchia, anche nel resto del Lazio si è propagata una vera e propria ondata di solidarietà. Nei giorni scorsi, in vista dell’emergenza minori, abbiamo contattato una per una le case famiglia che rappresentano una delle eccellenze della nostra Regione. Settantacinque strutture, distribuite su tutte e cinque le province del Lazio, hanno dato la loro disponibilità a ospitare i minori immigrati provenienti da Lampedusa. Ne possiamo ospitare 284, di cui 144 maschi adolescenti tra i 12 e i 18 anni, che come ci ha comunicato il Viminale rappresentano il grosso dell’emergenza”.

“Abbiamo contattato ieri l’ufficio della questura di Agrigento responsabile dei minori di Lampedusa. – spiega Forte – E, proprio grazie allo screening effettuato preventivamente, ci siamo trovati nelle condizioni di rispondere da un giorno all’altro all’emergenza, coinvolgendo solo quelle strutture che avevano immediata disponibilità di posti. Senza togliere assistenza a chi ne ha diritto e salvaguardando comunque una quota di posti per le emergenze interne”.

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