Fabrizio Cirilli: “Il Museo del mare come collante tra cultura, urismo e territorio”

Fabrizio Cirilli

LATINA – E’ stata presentata oggi dal leader del movimento L’altra faccia della politica la proposta dell’istituzione del Museo del Mare come elemento collante tra cultura, turismo e territorio e come prima fase propedeutica alla realizzazione di siti archeologici subacquei. La proposta si inserisce nel contesto programmatico che ha come cornice il raggiungimento del riconoscimento della Bandiera Blu; riconoscimento inteso come traguardo fondamentale per lo sviluppo di una reale vocazione turistica della nostra marina.

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Le tracce di insediamenti del passato sono presenti lungo il nostro litorale tanto sulla terra ferma, quanto sotto il livello del mare, a testimonianza della presenza di rotte importanti, che nel passato hanno garantito i traffici con Roma e verso gli altri insediamenti romani disseminati lungo la costa. I nostri fondali sono per questo estremamente ricchi, tanto da essere oggetto di attenzioni da parte di appassionati del mare non solo locali. L’intera attività marinara e sportiva che, da sempre ha interessato il tratto di mare prospiciente Latina, ha portato negli anni a numerosissimi rinvenimenti, ad opera di alcune associazioni del territorio, di importanti reperti archeologici e spesso di interi siti sommersi. Il grande quantitativo di materiali raccolti, dei molti segnalati, di informazioni  riguardanti siti archeologici subacquei e, rinvenimenti occasionali, ha fatto crescere l’idea della istituzione di un progetto museale nella città, che potesse documentare e valorizzare la storia legata al territorio. Già nel 1996, venne inaugurato presso il palazzo della cultura di Latina, il Museo del Mare; progetto scaturito dalla collaborazione fra gli appassionati volontari, associazioni che operano sul nostro territorio, la Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee, la Sovraintendenza ai Beni Archeologici del Lazio e l’amministrazione comunale. Purtroppo il Museo del Mare, nonostante il grosso interesse che la sua istituzione aveva generato nella cittadinanza, nella scuola ai suoi diversi livelli di istruzione, nonostante le continue richieste di visite guidate, per incapacità e trascuratezza, ha avuto vita breve.
Recuperare e disseppellire dai fondali marini un bene archeologico del nostro passato, non è soltanto una operazione tecnica e di ordinazione del materiale, ma è soprattutto una operazione culturale, di custodia, affinchè quei beni siano conservati con cura per poter essere goduti da tutti. Il  Museo del Mare, dovrà ritrovare una giusta ed adeguata collocazione, per essere garante di una storia ricchissima, che possa insieme ad altri interventi, rilanciare la nostra terra, nel panorama turistico e culturale che gli competono.
L’osservazione e la lettura storica dei reperti rappresenta la prima fase di un progetto più articolato che vede, in una seconda fase, la possibilità di esplorazione da parte di appassionati e sportivi, dei siti archeologici subacquei, che potrebbero quindi essere analizzati nell’ambiente che li ha custoditi per così lungo tempo.

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