Moscardelli e Maulucci presentano la candidatura di Maria Forte

Claudio Moscardelli

LATINA – Claudio Moscardelli e Giorgio Maulucci hanno presentato la candidatura di Maria Forte nella lista del PD. La sfida che Latina affronta in questa tornata elettorale – ha affermato Maria Forte-, non è quella del “fare”, come recitano gli slogans della campagna elettorale del centro destra, ma è quella ben più significativa della  riappropriazione, da parte dei cittadini, della autonomia della città. E’ con questa  consapevolezza che deve essere interpretato il momento che la città sta vivendo: voler evitare che Latina diventi la peggiore periferia romana o fondana è un atto di dignità civica, primo segno forte e chiaro, della scelta per il rilancio di una città mortificata dal “non-fatto” che è, drammaticamente, sotto gli occhi di tutti.  E’ tema ricorrente tra i cittadini di Latina lamentare la mancanza di identità: io ritengo che questa sia il frutto dell’assenza di una autentica politica culturale, che fino ad ora è stata pensata esclusivamente come recupero di strutture o organizzazione di eventi. A Latina è urgente pensare la politica culturale come capacità di innovazione e di costruzione della storia di questa città. E’ inesistente la politica scolastica: sempre più città italiane si dotano di un Piano dell’offerta formativa territoriale, in cui la scuola si rende parte attiva della politica della scuola e per la scuola. Il Piano territoriale consente di individuare e condividere progettualità, risorse, criticità, di operare attivamente per contrastare il disagio giovanile, la dispersione scolastica, l’integrazione di alunni disabili e stranieri. Consente di dotare la città di strutture formative e di servizi di orientamento a servizio di studenti, famiglie e insegnanti. Perché non a Latina? Legata a questi temi, non può non essere citata l’altra grande assente, la politica giovanile: anche questa non si risolve soltanto nel pensare di offrire spazi aggregativi, sicuramente importanti, ma non sufficienti a formare una cultura della cittadinanza attiva giovanile, che sappia dialogare fattivamente con politiche attive del lavoro, della formazione, dell’istruzione, del tempo libero, della sanità, della sostenibilità ambientale, della legalità. Come fare? Lavorare sui legami sociali, costruire luoghi di esercitazione della democrazia sperimentando laboratori di partecipazione in modo da vivere l’educazione civica e civile, continuare a svolgere un’azione di promozione culturale e sociale della questione giovanile, agire sulla prevenzione- che vuol dire promozione di socialità, di opportunità, di diritti.

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