Pd, Sarubbo: “Un Piano di opere per la Cultura per recuperare gli immobili pubblici abbandonati”

 

Omar Sarubbo

LATINA – «Nella nostra città molti edifici pubblici sono vuoti, abbandonati o non vengono adeguatamente utilizzati e ciò rappresenta un danno economico e sociale alla collettività». Lo scrive in una nota il candidato del Partito democratico per il Consiglio comunale di Latina, Omar Sarubbo facendosi promotore di una proposta da sottoporre all’attenzione del futuro Consiglio: «Un Piano di opere per la Cultura che preveda di concedere alle associazioni culturali del territorio la gestione di attività all’interno di immobili pubblici inutilizzati».

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Sarubbo

«Il Partito Democratico è impegnato da tempo in modo fattivo in un progetto di recupero degli edifici in disuso per i quali noi immaginiamo un utilizzo in concessione alle associazioni culturali del nostro territorio. L’impegno per la ristrutturazione dell’ex Granaio di B.go Montello, i 500 mila euro stanziati dalla passata giunta Regionale di centrosinistra per ristrutturare l’Ex. Enal di Latina Scalo e altri 470 mila per la ristrutturazione della vecchia scuola di B.go Piave sono solo alcuni esempi che testimoniano il nostro impegno serio in questa direzione. Al contrario sono costretto a ricordare come il Comune di Latina, governato dal centrodestra, fu capace di perdere un finanziamento di 2,5 milioni di euro che grazie a Moscardelli e Di Resta fu stanziato dalla Regione per realizzare l’Auditorium Casa della Musica. Oggi avanzo una ulteriore proposta che alla futura amministrazione costerà poco e dalla quale la cittadinanza potrà trarre grande vantaggio. L’idea, che porterò nella discussione del futuro consiglio comunale, è di realizzare un Piano di opere per la Cultura che preveda di concedere alle associazioni culturali del territorio la gestione di attività all’interno di immobili pubblici inutilizzati. Ciò a partire dalle aule consiliari delle ex circoscrizioni che, a seguito dello scioglimento per legge dei consigli di quartiere, sono sottoutilizzate. Successivamente si dovrà procedere al recupero di molte case cantoniera che versano in uno stato di abbandono nelle periferie della città. Il progetto prevederà quindi di portare cultura in tutte le zone della città costruendo un vero e proprio sistema nel quale queste piccole realtà possano rappresentare i satelliti dell’opera più importante che Moscardelli si è impegnato a fare ovvero la Casa della Musica all’ex consorzio agrario».

 

 

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