Sel : “La volontà di fermare i referendum mostra la paura della sconfitta”

LATINA – Il governo di centrodestra tenta di fermare i referendum, prima quello sul nucleare con un emendamento ad un decreto in fase di conversione, poi quello sull’acqua attraverso un intervento legislativo che pone come scusa quella di  “evitare un’iniziativa che ha sempre più un taglio puramente ideologico e che tratta l’ acqua e il legittimo impedimento allo stesso modo”, così come espresso dal presidente di Federutility.
In realtà la volontà da parte del governo di contrastare i referendum mostra la paura della sconfitta su quella che sarebbe la scelta degli italiani.
Con tale manovra, ancora una volta, il governo si prende gioco dei cittadini che si vedono scippati della democrazia, del diritto di scegliere e decidere.
Prendendo in esame il decreto governativo, opera dello stesso governo di centrodestra, che taglia gli incentivi alle energie rinnovabili e che per tale ragione ha visto in campo lo sciopero degli addetti al settore, si può considerare palese che si tratti di una strategia di opposizione e di impedimento al voto. La contraddizione è ovviamente evidente, come è altrettanto evidente l’incoerenza di chi ci governa:  per mesi  si è fatta campagna a favore del nucleare, sottolineando dopo il dramma del Giappone che nulla doveva cambiare e poi improvvisamente il “miracolo” di ritrattare la scelta.
Come possiamo sentirci tutelati da un governo che decide da un giorno all’altro su questioni di importanza nazionale?
Come possiamo lasciare che ci venga imposta una scelta che nulla ha di vero ma soltanto di strategico?
Per i referendum sull’acqua, invece, la logica è più semplice da comprendere, si vuole impedire il pronunciamento da parte dei cittadini per consentire libera continuità ai processi di privatizzazione dell’acqua. Per essere più chiari evitando il referendum l’acqua continuerà ad essere merce per le società private sulla quale speculare piuttosto che un diritto, un bene comune e pubblico.
Per questo non  si può e non bisogna abbassare la guardia ma continuare nella battaglia referendaria soprattutto in una provincia che subisce in prima persona le vicende legate al nucleare e all’acqua.
La questione Acqualatina ha assunto una rilevanza nazionale in cui vi è dimostrazione di dove portano i processi di privatizzazione: tariffe elevate, incapacità nell’affrontare e risolvere disagi e problemi ( vedi per es. arsenico) e al contempo consigli di amministrazioni colonizzati dal ceto politico del centrodestra, con la multinazionale francese Veolia che la fa da padrona.
La nostra è una provincia che ha già messo a disposizione per lungo tempo il suo territorio con la centrale di Borgo Sabotino e con quella del Garigliano, con tutti i rischi e le conseguenze correlate. Ora vogliamo dire STOP anche in presenza di un blocco del programma nucleare del governo (ancora da dimostrare).  L’ipotesi di deposito nazionale delle scorie radioattive presso la centrale di B.Sabotino è un ipotesi che resta drammaticamente in piedi, così come avvalorata dalle recenti dichiarazioni della responsabile per l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia del “parco tecnologico” (così vengono definiti i depositi di scorie) che vedono il Lazio e la Campania come aree in grado di ospitare i depositi. Non è un caso che anche il Garigliano sia candidato ad ospitare un deposito di scorie radioattive.
Latina ha già pagato un prezzo pesante all’opzione nucleare ed è arrivata l’ora di incominciare a mettere in piedi un percorso chiaro e condiviso di fuoriuscita dalla servitù nucleare.
Per questo ci opporremo al tentativo di scippare i referendum riconsegnando la  “volonta di scelta’ nelle mani di un milione e mezzo di cittadini che già avevano sottoscritto i quesiti referendari.
Sinistra Ecologia Libertà sarà in piazza il 30 aprile in diversi comuni della provincia con banchetti informativi sui referendum e parteciperà alla carovana antinucleare che parte il 1 maggio da Latina ed arriverà il 5 maggio a Montalto di Castro

Riceviamo e pubblichiamo da

Cinzia Romano
Maria Rita Manzo
Coordinamento federale SEL Latina

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