Tagli alla scuola, Flc-Cgil: “In provincia disastro annunciato”

LATINA – La scure dei tagli mette in ginocchio la scuola pubblica e la terza tranche di contrazioni prevista per settembre sarà per la provincia di Latina “devastante”. Dopo la Gilda Insegnanti, anche la Federazione Lavoratori della Conoscenza-Cgil del capoluogo lancia l’allarme: «La situazione per il territorio pontino è grave – dicono dal sindacato di via Solferino – la scuola statale rischia di non essere più in grado di ottemperare ai compiti affidatole dalla Costituzione, cioè di garantire un’istruzione di qualità e pari opportunità educative a tutti i cittadini». La Cgil conferma le stime fornite dalla Gilda: più di 250 cattedre cadranno il prossimo anno, 115 nelle scuole primarie, 140 nelle superiori.

EFFETTI – I tagli al personale e alle risorse stanno mettendo a dura prova il settore, in provincia più che altrove. Tra gli effetti denunciati dal sindacato locale: «classi sovraffollate con oltre 30 alunni anche in presenza di handicap; l’aumento esponenziale di docenti in esubero per il prossimo anno scolastico; l’impossibilità di garantire l’estensione del modello del tempo pieno».

«Data questa situazione, ci si domanda – scrive il segretario provinciale Antonio Ferrone in una nota di denuncia – come sia possibile immaginare, in provincia come in tutt’Italia, una scuola pubblica che sappia essere competitiva con le private, che sia in grado di garantire un processo credibile di integrazione per gli alunni disabili o stranieri, che possa offrire un’istruzione di qualità e rispondere alle esigenze di un contesto sociale profondamente mutato, in cui processi di disintegrazione dei tessuti sociali e una situazione economica sempre più grave accentuano i problemi delle famiglie. I ministri Tremonti-Brunetta-Gelmini vanno fermati – conclude Ferrone – perché altrimenti resteranno solo rovine. La scuola di Latina (dirigenti, docenti, personale ATA) deve svegliarsi dal suo torpore e unirsi compatta alle azioni di lotta che la Cgil conduce da anni contro i provvedimenti di questo Governo».

 

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