DECRETO SVUOTACARCERI
Marroni: “Nel Lazio non si vedono benefici”
A Latina detenuti al doppio

L'ingresso del carcere di Latina

LATINA – Ancora non si vedono, nel Lazio, i benefici del “Decreto svuotacarceri” varato dal governo Monti. Lo denuncia il garante dei detenuti del Laizo, Angiolo Marroni: “Il provvedimento prevedeva il parziale svuotamento delle carceri con l’aumento da 12 a 18 mesi della pena residua che è possibile scontare agli arresti domiciliari, ma nella nostra Regione stiamo vivendo una situazione paradossale. I detenuti presenti infatti, anziché diminuire stanno aumentando».

 Secondo le statistiche elaborate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), al 15 aprile i reclusi erano 6.812 contro i 6.789 registrati il 20 marzo. Ciò vuol dire, 23 unità in più.

I reclusi (6.353 uomini e 459 donne) continuano ad essere oltre duemila in più rispetto alla capienza regolamentare delle carceri della Regione, fissata a 4.838 posti. Un numero che, tuttavia, non tiene conto del fatto che a Regina Coeli due sezioni (la V e la VII) sono chiuse e che altre realtà (il nuovo padiglione di Velletri e il nuovo carcere di Rieti) funzionano ancora a mezzo servizio.

A Latina è regolare la situazione nel braccio femminile di massima sicurezza, ma nel braccio maschile, dove c’è posto per 57 detenuti, se ne contano 135. A Velletri, solo per citare, ce ne sono 65 in più della capienza regolare.

«I numeri sono inequivocabili – ha detto il Garante – O in questi mesi il decreto svuotacareri non è stato applicato, oppure gli effetti legati alla concessione dei domiciliari a quanti avevano una pena residua di 18 mesi da scontare sono stati vanificati da un incremento degli ingressi in carcere. In un modo o nell’altro è evidente che, nonostante la buona volontà del governo, anche questo decreto si è rivelato un palliativo non in grado di risolvere il più grave dei mali del nostro sistema carcerario: il sovraffollamento. Occorre pensare ad una profonda revisione del Codice Penale e di quello di Procedura Penale per modificare una legislazione che produce troppo carcere. Senza un intervento di questo genere, accadrà come nell’estate del 2008, quando gli effetti benefici dell’indulto furono cancellati in pochi mesi»

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