34 ARRESTI NEL CLAN DI SILVIO-CIARELLI
Tutti i nomi e le foto degli arrestati nel blitz
AUDIO – GALLERY

Il procuratore aggiunto D'Elia al centro. A sinistra il Questore Intini e a destra il capo della Mobile, Tatarelli

LATINA – Sono trentaquattro le ordinanze di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari eseguite questa mattina nell’operazione “Caronte” condotta dalla Squadra Mobile della Questura a Latina contro il clan Ciarelli-Di Silvio. Alcune sono state notificate in carcere ad esponenti delle due famiglie già detenuti per vari reati come nel caso di Costantino Di Silvio, detto Patatone, in carcere per l’omicidio di Fabio Buonamano.

CLICCA QUI’ PER VEDERE IL VIDEO DELLA POLIZIA DURANTE L’OPERAZIONE

Una vasta inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina, che ha chiuso il cerchio su  due anni di criminalità a Latina: dalla guerra  inaugurata con il tentato omicidio di Carmine Ciarelli avvenuto il 25 gennaio del 2010 al Pantanaccio, e  considerato il momento in cui le due famiglie nomadi hanno stretto un’alleanza, ad oggi.

Il Gip di Latina Tiziana Coccoluto, che ha emesso le ordinanze di custodia cautelare, ha ricondotto nell’ambito dell’organizzazione criminale composta dai membri delle due famiglie, anche l’omicidio di Massimiliano Moro, avvenuto poche ore dopo il tentato omicidio di Carmine Ciarelli, e 24 ore prima dell’omicidio di Fabio Buonamano.

LA CUPOLA –  Le strategie erano decise da Carmine,  46 anni, Pasquale, 28, Ferdinando detto Macù, 30, Ferdinando detto Furt, 49, tutti della famiglia Ciarelli e poi da Giuseppe Di Silvio, detto Romolo, 46 anni. “Assumevano le decisioni di rilievo, impartendo direttive, stabilendo le modalità operative, nonché ripartendo i ruoli degli altri associati secondo le esigenze dell’organizzazione criminale, pianificando la commissione dei reati”, ha spiegato il capo della Mobile, Cristiano Tatarelli.audiotatarelli 16-4-2012]

ASCOLTA DA MOBILE

L’USURA – Decine gli usurati finiti nella rete dei rom, molti rovinati per aver chiesto prestiti lievitati fino a diventare impossibili da rimborsare, pochi, in tutto una decina, quelli che hanno raccontato agli investigatori la loro storia, le estorsioni, le minacce, le aggressioni subite. Anche dal carcere gli uomini del clan continuavano a comandare, utilizzando le loro donne: molte sono finite in carcere nell’operazione di oggi. Nella rete della Polizia anche un noto immobiliarista di Latina, che si trova ai domiciliari.

“Chiudiamo il cerchio dopo lunghe investigazioni che ci hanno visti impegnati a ricostruire fatto dopo fatto l’azione del clan, la città lo meritava”, ha detto il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia ASCOLTA

audiod’elia 16-4-2012]

ascolta da mobile

Per il Questore di Latina, Alberto Intini, meritano un plauso gli uomini della Questura e in particolare il vice questore aggiunto, dirigente della Mobile, Cristiano Tatarelli ASCOLTA audioquestore 16-4-12]

ascolta da mobile

L’OPERAZIONE – Briefing nel cuore della notte per cento agenti poi, all’alba è scattato il blitz con la cattura di molti volti noti. Un elicottero della polizia ha sorvolato a lungo il centro del capoluogo, per sorvegliare dall’alto le operazioni.  Il teorema degli investigatori della Squadra Mobile di Latina che hanno agito coordinati dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Latina, si basa sulla convinzione che gli arrestati abbiano “costituito tra loro un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di reati tra cui figurano omicidi, tentati omicidi, lesioni, incendi, rapine, estorsioni, usura, detenzione, porto e cessione illegale di armi da sparo, trasferimenti fraudolenti di valori e cessione di sostanze stupefacenti”.

LE FOTO DEGLI ARRESTATI

[flagallery gid=160 name=Gallery]

IL COMUNICATO STAMPA DELLA QUESTURA CON TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI

In seguito ai gravi fatti delittuosi che hanno sconvolto la città di Latina nel gennaio 2010 e nei mesi seguenti, la Procura della Repubblica, al termine di mirate indagini svolte dalla Squadra Mobile di Latina e coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, ha richiesto ed ottenuto dal Gip presso il Tribunale di Latina, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 34 persone appartenenti al clan Ciarelli-Di Silvio, sodalizio di nomadi di origine Rom da anni stanziali nel Capoluogo Pontino.

Stamani sono state eseguite tutte le ordinanze. Le indagini hanno consentito di accertare che gli arrestati hanno costituito tra loro un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di reati in materia di detenzione, porto e cessione illegale di più armi da sparo, omicidi, tentati omicidi, lesioni, incendi, rapine, estorsioni, usura, trasferimenti fraudolenti di valori e cessione di sostanze stupefacenti.

Con il ruolo di capi e promotori CIARELLI Carmine, di anni 46, CIARELLI Pasquale di anni 28, CIARELLI Ferdinando detto Macù di anni 30, CIARELLI Ferdinando detto Furt di anni 49, DI SILVIO Giuseppe, detto Romolo, di anni 46, determinavano le strategie e assumevano le decisioni di rilievo, impartendo direttive, stabilendo le modalità operative, nonché ripartendo i ruoli degli altri associati secondo le esigenze dell’organizzazione criminale, pianificando la commissione dei reati.

CIARELLI Carmine e CIARELLI Ferdinando detto Furt nato il 17/11/1963 decidevano altresì l’erogazione di mutui con determinazione dei tassi usurari da applicare, imponendo talora, quale modalità di erogazione dei prestiti, l’acquisto a credito di autovetture da parte dei mutuanti, decidendo sia le azioni e le intimidazioni necessarie per la riscossione dei crediti, (anche mediante acquisizione e/o impossessamento di beni immobili, selezionando i “prestanome” per l’intestazione fittizia di beni) sia le azioni per indurre le vittime a non denunciare o a ritrattare le dichiarazioni già rese alla PG o all’autorità giudiziaria.

CIARELLI Pasquale, CIARELLI Ferdinando detto Macù, svolgevano altresì il compito di sovrintendere e procedere all’attività di esazione dei crediti usurari con condotte estorsive consistenti in intimidazioni, minacce, sequestri di persona, percosse e lesioni.

E’ stato attribuito il ruolo di organizzatore a DI SILVIO Ferdinando Pupetto di anni 23, il quale organizzava appunto la commissione dei reati, reperendo i mezzi da utilizzare, individuando i soggetti idonei per il compimento di azioni delittuose e stabilendo le modalità operative, nonché dando indicazioni per intimidire i testimoni;

mentre hanno il ruolo di partecipi:

DI SILVIO Giuseppe detto Ciappola,di anni 27, ESPOSITO Mario di anni 33 e PAPA Giuliano di anni 27, con il compito di occultare e custodire le armi, nonché di eseguire materialmente reati, tra cui tentati omicidi;

DI STEFANO Fabio, di anni 23 con il compito di reperire, custodire e occultare le armi, di eseguire aggressioni, intimidazioni ed estorsioni;

FALZARANO Vincenzo, di anni 29 con il compito di reperire, custodire e occultare le armi, di eseguire aggressioni, intimidazioni ed estorsioni, nonché di commettere attentati e tentati omicidi;

CARBONI Mario, di anni 27con il compito di eseguire aggressioni, intimidazioni ed estorsioni, di commettere attentati e tentati omicidi, nonché di procedere all’esazione e al recupero dei crediti usurari, di fungere da autista, accompagnatore e “guardia del corpo”;

PAGLIERINI Alessandro, detto “Il Cinese”, di anni 36 con il compito di eseguire aggressioni, intimidazioni ed estorsioni, nonché di commettere attentati e tentati omicidi;

GRENGA Simone, di anni 26 con il compito di detenere armi, eseguire aggressioni, intimidazioni spedizioni punitive ed estorsioni, nonché di commettere attentati e tentati omicidi e omicidi;

PRADISSITTO Andrea, di anni 22 con il compito di detenere armi, eseguire aggressioni, intimidazioni ed estorsioni, anche per il recupero dei crediti usurari, nonché di commettere attentati, tentati omicidi e omicidi;

DI SILVIO Maria Cristina, di anni 40 con il compito di occultare e custodire le armi;

DI SILVIO ANTONIO, (detto SAPURO’) di anni 31, con il compito di reperire e custodire armi e munizioni;

IZZO Monia, di anni 29 con il compito di collaborare all’attività estorsiva e di esazione crediti;

CIARELLI Antoniogiorgio, di anni 32con il compito di eseguire attentati, tentati omicidi, omicidi, nonché di aiutare e fornire ricovero agli associati ricercati dalle forze dell’ordine;

DI SILVIO Antonio detto Patatino di anni 19 con il compito di eseguire intimidazioni, estorsioni e rapine;

DI SILVIO Rosaria di anni 47 con il compito di esazione dei crediti usurari;

CIARELLI Rosaria, di anni 48 con il compito di procedere all’attività di esazione dei crediti usurari con condotte estorsive consistenti in minacce, sequestri di persona, percosse e lesioni nonché con il compito di curare gli interessi del clan familiare con ampia facoltà discrezionale specie durante i periodi di detenzione di CIARELLI Carmine e Ferdinando .

Inoltre, sono state accertate le responsabilità , individuando esecutori e mandanti, dei tentati omicidi di Savazzi Silvio e Santucci Maurizio, avvenuti il 22.5.2010, di Annoni Francesco, avvenuto il 29.5.2010, di Fiori Gianfranco, programmato in data 6.6.2010 e 26.7.2010 e di Marchetto Fabrizio, organizzato in data 6.3.2010, ma non eseguito per il tempestivo intervento degli Agenti della Squadra Mobile di Latina che arrestarono con le armi in pugno PRADISSITTO Andrea e GRENGA Simone.

Per tali reati il GIP ha emesso provvedimenti restrittivi della libertà personale a carico di DI SILVIO Carmine di anni 39, DI SILVIO Giuseppe, detto CIAPPOLA , ESPOSITO Mario, PAPA Giuliano, MATTIUZZO Gianluca di anni 30, CIARELLI Carmine, CIARELLI Ferdinando detto “Macù” cl.1982, PAGLIERINI Alessandro, CARBONI Mario, FALZARANO Vincenzo, PRADISSITTO Andrea, GRENGA Simone, CIARELLI Ferdinando senior (detto Furt), CIARELLI Antoniogiorgio.

Sul retro della Questura, dove molti degli arrestati sono stati portati per le formalità di rito,  ci sono state questa mattina urla e proteste da parte di parenti. GUARDA LE FOTO

[flagallery gid=159 name=Gallery]

1 Commento

1 Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In Alto