L’INPS IN GUERRA
Velletri: “Chiudiamo la gestione commissariale”
Uffici stracarichi di pratiche

LATINA – E’ agguerrito il presidente dell’Inps di Latina Bernardo Velletri che lancia una battaglia tutta pontina per cambiare le cose nella sede nazionale e fare in modo che al comando torni il collegio composto da tutti gli attori che ruotano intonro all’istituto di previdenza nazionale, quindi lavoratori, sindacati, pensionati e parti sociali. Che cosa si recrimina alla gestione nazionale commissariata lo abbimo chiesto proprio a Velletri.

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Ma non è questo il solo probelma dell’Inps provinciale: «Da anni c’è l’intenzione di aprire una sede decentrata dell’Inps ad Aprilia, ma stiamo pagando gli errori di una politica che ha gito nel passato in modo dissennato». Bernardo Velletri, presidente dell’Inps, annuncia la battaglia che il comitato provinciale da lui presieduto sta portando avanti per delocalizzare nel nord della Provincia i servizi dell’ente previdenziale.

«Sembrava cosa fatta – spiega Velletri – quando la direttrice regionale Di Michele ci aveva annunciato la chiusura della sede di Anzio e l’imminente apertura di quella di Aprilia per la quale il sindaco D’Alessio ci aveva anche concesso i locali gratuitamente».
L’apertura di una sede decentrata sarebbe a costo zero: i locali sono quelli del Comune, sarebbero coinvolti i dipendenti della sede di Latina. Il tutto a disposizione di un’utenza di circa 130mila persone. L’Inps ha al momento due sedi, oltre a quella di Latina, tutte al sud: Terracina e Formia.
I problemi denunciati da Velletri sono stati aggravati anche dal commissariamento a livello nazionale voluto dal governo Berlusconi. «Hanno emarginato le forze sociali – asserisce Velletri – ma l’Inps è la prima e unica stampella di protezione sociale, non può essere gestita in maniera dirigistica. Per funzionare deve esistere il sistema duale che vede la struttura affiancarsi della partecipazione delle forze sociali. Che comunque fanno la loro parte attiva nonostante la cancellazione del budget».
Sebbene nel bilancio 2011 l’Inps nazionale punti molto sul sistema di collaborazione con le altre istituzioni, ci sono limiti davvero difficili da superare. «Ci sono circa 20mila pratiche per la 104 – spiega infatti Velletri – e mentre l’Inps è tutta completamente informatizzata, la Asl lavora ancora con la carta. Inoltre il nostro sistema è stato dato in appalto a Postel e tutto è stato avocato a Roma. Per sbloccare le pratiche ci abbiamo messo tanto tempo. Solo entro l’anno smaltiremo l’arretrato». A livello nazionale c’è una convenzione sulla base della quale l’Inps prenderebbe in carico tutto, lasciando la Asl ai suoi compiti precipui, ma il recepimento è da tempo bloccato alla firma della presidente della Regione Lazio Renata Polverini.
Entro un paio di mesi l’Inps accoglierà anche l’Inpdad, per legge, e Velletri sta cercando di coordinare i due enti con le due strutture.

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