BATTERIO DEL KIWI
Mentre si cerca la soluzione, la Regione taglia i fondi

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Kiwi colpiti dalla batteriosi

LATINA – Mentre giungono notizie confortanti dall’Università della Tuscia, dove è stato scoperta un’arma biologica capace di combattere il batterio che provoca la batteriosi del kiwi, la Regione Lazio ha ridotto ad appena un milione di euro lo stanziamento che doveva servire a far fronte alle perdite subite dalle aziende agricole a causa della malattia che ha colpito l’actinidia.

Il presidente della giunta regionale del Lazio Renata Polverini, contravvenendo agli impegni assunti con le associazioni di categoria e con gli stessi imprenditori agricoli, colpiti duramente negli ultimi anni dalla fitopatia che ha attaccato l’actinidia nota come “batteriosi del kiwi”, ha ridotto il già contenuto fondo di 5 milioni stanziato a suo tempo dall’ente regionale su iniziativa del gruppo del Partito Democratico, senza tener conto delle conseguenze che tale provvedimento produrrà nel settore produttivo agricolo laziale.

Evidentemente Renata Polverini non ha la minima idea della portata di questa sciagurata decisione: gli agricoltori che sono stati costretti a capitozzare gli impianti che sono stati distrutti dalla malattia ammontano ad alcune centinaia, la somma stanziata è a dir poco ridicola. Oppure il presidente della Regione ignora un settore molto importante dell’economia del territorio che amministra: l’Italia è il primo paese produttore di kiwi al mondo e la provincia di Latina, la provincia che più di ogni altra le ha consentito di occupare il più alto scranno della Pisana, costituisce lo zoccolo duro di questa produzione con oltre 1600 aziende, 5000 ettari coltivati e il 69% dell’intera produzione regionale.

A questo punto il Partito Democratico si associa alle associazioni di categoria degli agricoltori pontini e chiede con forza che la Regione Lazio, nella persona dell’assessore Angela Birindelli – rispetti le promesse fatte in ordine allo stanziamento, nel bilancio 2012, dei famosi cinque milioni di euro altrimenti con il solo milione sino ad ora stanziato non si riesce neppure in parte a dare una minimo di risposte credibili ai produttori.

Nel momento in cui sembra possibile vedere la luce in fondo al tunnel, nel momento in cui – dopo anni – finalmente sembra possibile intravedere un futuro per questa importantissima cultura del nostro territorio, noi auspichiamo che la Regione Lazio torni indietro da questa sua sciagurata decisione e metta a disposizione la cifra pattuita e deliberata nei mesi scorsi. 

Riceviamo e pubblichiamo da Alessandro Cosmi di Pd

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