CORDEN PHARMA
I sindacati chiedono aiuto alle istituzioni per la piattaforma ecologica

SERMONETA – Dario D’Arcangelis, Roberto Cecere e Luigi Cavallo, segretari di Filtcem Cgil, Femca Cisl e Uicem Uil, hanno  richiesto, insieme alla RSU di stabilimento, un incontro urgente agli Assessorati al Lavoro della Regione Lazio e della Provincia di Latina, al Sindaco di Sermoneta, a Confindustria Latina ed alla Corden Pharma, sulla situazione relativa alla Piattaforma Ecologica del sito di Sermoneta.

“Da tempo, ormai, nei colloqui con l’Azienda ci viene continuamente ripetuto come la stessa stia lavorando ad un progetto relativo al rilancio produttivo dell’impianto ma di non aver ancora completato l’iter legato alla concessione delle autorizzazioni amministrative indispensabili a far partire il piano di ripresa. Siamo perfettamente consapevoli della complessità e delicatezza del problema, che investe e coinvolge più soggetti e siamo, quindi, i primi a sostenere la necessità di un iter burocratico trasparente che non lasci margine di errore o di zone grigie. Nel contempo, però, non possiamo che guardare con molta preoccupazione al tempo trascorso da quando Corden Pharma ha annunciato questo progetto, perchè il tempo gioca negativamente nei confronti della pesantissima crisi occupazionale che lo stabilimento di Sermoneta sta attraversando. Come rappresentanti dei lavoratori riteniamo che sia giunto il momento di chiedere a tutti una assunzione di responsabilità ancora maggiore di quella fino ad oggi dimostrata, e pertanto, abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo intorno al quale sedere e ragionare insieme su quali siano i modi migliori per agevolare il percorso ed uscire da questa sorta di stallo che si è venuto a creare. Il futuro dello stabilimento di Sermoneta, il futuro di decine e decine di famiglie passa anche attraverso questo progetto e noi come Organizzazioni Sindacali vigileremo affinchè si possano raggiungere quegli obiettivi indispensabili che stanno alla base del rilancio del sito e che ci trovano impegnate fin dal momento della cessione della fabbrica. Non possiamo più permetterci di sprecare altro tempo”.

 

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