FOTOVOLTAICO SUL LAGO
Gli Scalfati rispondono alle critiche
“Polo sostenibile a beneficio di tutti”

SABAUDIA – Il lago di Paola è al centro di nuove polemiche. Stavolta, oggetto del contendere, è  il progetto di un impianto fotovoltaico galleggiante.

Dopo la bocciatura arrivata da Antonio Ciriello di Fli che si scaglia contro il progetto e critica il silenzio del sindaco, del Parco e degli ambientalisti sulla distesa di pannelli solari che gli Scalfati vogliono installare sullo specchio d’acqua, Andrea Bazuro, amministratore delegato dell’ Azienda Vallicola del Lago di Paola, spiega per conto della famiglia proprietaria, che il progetto è stato sottoposto alla Regione Lazio per ottenere un parere sull’impatto ambientale e verrà, successivamente, analizzato e sottoposto all’autorizzazione di tutte le autorità competenti secondo un “rigoroso percorso di trasparenza e legalità, cosa rara sul territorio”. Secondo Bazuro l’impianto fotovoltaico in questione è un’opera rivoluzionaria. I pannelli sono del medesimo colore dell’acqua del bacino e l’impatto sul paesaggio è quindi limitato, inoltre l’azienda ittica sarà totalmente autosufficiente e sotto Torre Paola ci saranno punti di ricarica per auto, moto e barche alimentati dallo stesso. Nella zona – conclude – l’energia sarà prodotta e consumata senza generare emissioni nocive.

 “Tale polo prevederà anche un’attività didattica per le scuole sull’educazione ambientale e sulla produzione di energia da fonti rinnovabili – spiega l’ad in una nota – Il progetto complessivo si prevede che venga presentato entro la fine dell’estate 2012. Il campo fotovoltaico, pertanto, è solo il tassello, il motore, di un quadro più ampio.Ci rendiamo conto che immaginare il futuro e uno sviluppo diverso sia un po’ difficile per la classe politica attuale, ma che almeno abbia la pazienza di aspettare e rispettare le idee nuove che vengono dalla società civile”.

1 Commento

1 Commento

  1. Marco

    17 Maggio 2012 alle 15:02

    Grande Andrea. Finalmente un progetto interessante a Sabaudia, sarà dura ma non demordere
    Marco Duranti

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