OMICIDIO AVERSANO
Mitrache confessa: “L’ho ucciso io”

L'arresto di Mitrache (da Dimmidipiù)

SABAUDIA – Ha confessato tutto dichiarandosi colpevole dell’omicidio di Antonio Aversano, Ion Valeriu Mitrache, il 31enne romeno arrestato in Lussemburgo il 6 maggio su ordine di custodia cautelare europeo emesso dal Tribunale di Latina, dopo sei mesi e mezzo di latitanza trascorsa spostandosi da uno stato all’altro.

Il Gip Costantino de Robbio ha ascoltato questa mattina l’uomo detenuto (da mercoledì pomeriggio) nel carcere di Latina, ricevendone la piena confessione: “L’ho ucciso io, quella sera ero sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”. Lo straniero, conosciuto  come gigolò,  ha anche descritto al giudice i mesi successivo al delitto definendoli un incubo.

Aversano, 66 anni, molto conosciuto  a Sabaudia dove cantava anche nel coro parrocchiale, venne trovato morto nella sua abitazione il 21 settembre del 2011, ucciso da 14 coltellate e parzialmente bruciato. Da subito, le indagini del carabinieri del Nucleo Investigativo di Latina si concentrarono sull’ambiente gay. A quanto si apprende, Mitrache, che arrotondava prostituendosi, raggiunse Aversano nella sua abitazione per un incontro intimo, ma la serata ebbe un epilogo violento.

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