CONTROLLI DEL NAS IN OSPEDALE
Bilancio: “Gravi carenze strutturali e organizzative”

LATINA – I Carabinieri del NAS di Latina hanno effettuato una serie di controlli negli ospedali  delle provincie di Latina e Frosinone. Il bilancio dei primi sei mesi di attività dell’anno è stato reso noto con una nota diffusa oggi.

“Le verifiche hanno consentito di rilevare alcuni casi di gravi carenze (strutturali, tecnologiche ed organizzative) dei reparti ospedalieri ispezionati – si legge in un anota –  tali da determinare disagi ai pazienti e gravare significativamente sui trattamenti sanitari erogati, nonché episodi di superficialità nella gestione amministrativa dei reparti, con ripercussioni sull’efficienza delle prestazioni sanitarie. In particolare, dal controllo ispettivo effettuato presso i reparti di Dialisi e Terapia Intensiva Neonatale di due nosocomi della provincia di Latina, emergevano inconvenienti (accesso per disabili non idoneo, tracce di umidità sugli intonaci, presenza di locali angusti, mancanza di idonea attrezzatura medica) che venivano relazionati ai competenti uffici sanitari della Regione Lazio e dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Latina. La puntuale risposta organismi istituzionali, interessati della vicenda, ha consentito di eliminare gli inconvenienti rilevati e di scongiurare ulteriori disagi agli utenti.

Controlli nel settore sanitario sono stati effettuati anche nei confronti di strutture  private e attività commerciali; in quest’ambito, recentemente la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo (UTG) di Latina, competente per materia, ha concordato con quanto rilevato dal personale del NAS Carabinieri, che ha contestato violazioni alle normative sanitarie nei confronti di 3 nosocomi privati ed una rivendita di oggettistica varia, tutti della provincia latinense. In particolare, presso due delle strutture sanitarie è stata rilevata la presenza di dispositivi medici (rispettivamente utilizzati per attività medico oculistiche in sala operatoria e per la rianimazione cardiopolmonare in emergenza) con data di scadenza superata, mentre a carico della terza struttura è stata contestata la produzione, l’acquisto e la messa in servizio di protesi dentarie sprovviste delle certificazioni di conformità alle normative di sicurezza europee. L’esercizio commerciale, gestito da un soggetto di nazionalità cinese, vendeva invece occhiali premontati da vista mancanti delle indicazioni relative agli accorgimenti ed alle modalità d’uso. A carico dei responsabili delle suddette strutture, l’UTG ha pertanto emesso altrettanti provvedimenti ingiuntivi, determinando il pagamento all’erario di una somma complessiva di oltre 170.000 euro.

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