DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO
La Corte Costituzionale lo boccia

LAZIO – La Consulta ha bocciato gli accorpamenti degli istituti decisi con il Piano regionale di dimensionamento scolastico con il quale si è statibito di raggrupparre sotto un’unica dirigenza, in istituti comprensivi, scuole materne, elementari secondo precisi criteri. A Latina il percorso che ha portato alla nascita di 12 istituti comprensivi, non è stato facile, e nella sua formulazione finale il piano presenta anche qualche contraddizione. Ma qual è la novità?

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima da parte dello Stato l’imposizione del numero minimo di mille alunni – obbligo previsto dalla manovra estiva Berlusconi per ridurre la spesa – perché la decisione sarebbe spettata alle Regioni. Lo Stato ha in pratica invaso un terreno di competenza delle Regioni.

La sentenza n.147 della Consulta ha invalidato di conseguenza anche il Piano già approvato dalla Regione Lazio, già operativo sui territori, con  le scuole che si stanno già organizzando di conseguenza: “Troppo tardi per rivedere il piano, rischiamo di non aprire le scuole a settembre – spiega l’assessore all’Istruzione, Gabriella Sentinelli – Stiamo comunque aspettando indicazioni da parte del ministero dell’Istruzione”.

Per l’opposizione però “la sentenza della Consulta è un’opportunità per ridiscutere le errate norme sul dimensionamento scolastico approvate dal governo Berlusconi ” come dichiara Giulia Rodano, consigliere Idv.

I sindacati chiedono chiarezza, per la Flc-Cgil necessario un tavolo regionale.

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