EXPORT
Latina segna un +11,7%
Lo dicono i dati Unindustria

LATINA – Giungono puntuali i dati di Unindustria sulle esportazioni del Lazio nel primo trimestre dell’anno, e ci raccontano di una crescita del 2,9% rispetto all’anno scorso, e di un incremento del 9,1% rispetto alla media nazionale, che pure risulta in aumento del 5,5% a confronto con il 2011.
La provincia di Latina registra un incremento delle esportazioni dell’11,7%, pari a ben 0,9 miliardi di euro, ed i settori trainanti risultano ancora una volta il Farmaceutico, con ben il 63,9%, il Chimico con il 10% e il Metallifero con il 5,2%. Le mete principali in cui si concentra l’export pontino sono l’Unione Europea con il 74,6%, l’Asia Orientale con l’8,9% e l’America Settentrionale con il 6,3%.
“Sono dati incoraggianti e anche in un certo senso previsti – così il Presidente di Confindustria Latina Paolo Marini – vista la vocazione industriale del nostro territorio da sempre caratterizzata da un forte insediamento di multinazionali per ovvi motivi orientate all’export, soprattutto nel comparto del Chimico-farmaceutico che attesta il distretto della provincia di Latina al secondo posto, in termini di importanza di fatturato e di indotto, nel panorama nazionale. Le eccellenze ci sono, ce le abbiamo, il nostro compito è trattenerle e attrarne di nuove.
“L’aumento delle esportazioni – continua il Presidente – ci dice che i mercati internazionali sono, e devono esserlo in maniera sempre più strutturata, i nostri interlocutori privilegiati e imprescindibili se vogliamo uscire con dignità e in tempi utili dalla crisi. Noi oggi assistiamo ad un Paese che va a due velocità: gli imprenditori che rincorrono opportunità nei mercati, e come vediamo soprattutto esteri, con tutte le risorse che hanno, ed un impianto burocratico che rallenta e troppo spesso immobilizza, questa azione, a partire dal caso del recupero dei crediti IVA. Dobbiamo assolutamente trovare un nuovo equilibrio in questo senso.”
“Dispiace apprendere che la provincia di Roma va invece controtendenza – conclude Marini – perdendo addirittura il 3,6% di commesse internazionali, rinunciando quindi a più di due miliardi di euro. Le nostre aziende ce la stanno mettendo tutta per rinnovarsi in questa direzione, ma noi dobbiamo fare ogni sforzo per sostenerle con i mezzi che abbiamo e nei settori che ci competono perché, ognuno con il suo ruolo, siamo tutti attori della stessa scena.”

 

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Alto