CONSIGLIO GIOVANI
Cozzolino presenta un’interrogazione al sindaco Di Giorgi

Da sinistra, Alessandro Cozzolino, Giorgio De Marchis e Nicoletta Zuliani

LATINA – Il consigliere comunale del Partito democratico Alessandro Cozzolino ha depositato questa mattina l’interrogazione al sindaco Di Giorgi per chiedere se l’amministrazione abbia intenzione entro l’anno 2012 di dar vita alle elezioni per il rinnovo del consiglio dei giovani.
“La commissione servizi sociali e politiche giovanili ha approvato all’unanimità da diversi mesi la proposta di rinnovo dell’organismo – dice Cozzolino – e in questo lasso di tempo non ci sono stati atti concreti che confermino la volontà dell’amministrazione di voler rinnovare l’organismo”.
Di fatto il mandato dei consiglieri giovani è scaduto a dicembre 2011 e di date in cui sarebbe possibile svolgere le elezioni non se ne è mai parlato.
Anzi, su diversi organi di informazione sono apparsi pareri discordanti all’interno della maggioranza. Da qui la necessità di fare chiarezza.
“Abbiamo scritto questa interrogazione – spiega il consigliere – per capire se il sindaco ritiene di dover dare seguito alle decisioni della commissione che all’unanimità ha espresso parere favorevole per il rinnovo del consiglio dei giovani e soprattutto se ha intenzione di farlo entro l’anno”.
Sarebbe un segnale importante che questa amministrazione lancerebbe alla città.
“Non c’è nessuna attenzione alle politiche giovanili – commenta Cozzolino: nel bilancio comunale non compaiono fondi per le politiche giovanili, l’unico stanziamento è quello per la biblioteca digitale conseguente un emendamento presentato dal Pd”.
Ma si tratta anche di una interrogazione che vuole chiarire il metodo usato da questa maggioranza.
“La decisioni prese nelle commissioni consiliari vengono spesso snobbate da questa amministrazione – conclude il consigliere del Pd – chiediamo invece che siano rispettate le votazioni delle commissioni che non possono e non devono esser esautorate delle loro funzioni in favore di decisioni prese in altre sedi non competenti”.

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