
LATINA – I residenti della I° traversa di strada Bassianese di Latina si sono organizzati in un comitato spontaneo denominato “Tullio Cozzi, pioniere della bonifica del 1932” per segnalare la situazione nella quale vivono a causa la loro vicinanza con la Latina Ambiente SpA. “Da quando la società ha occupato i capannoni in prossimità delle nostre terre – spiegano alcuni dei promotori del comitato- le nostre vite sono diventate impossibili. A parte i cattivi odori e i rumori dei caterpillar che lavorano nell’area di recupero materiale quello che desta maggiormente la nostra preoccupazione è lo stato in cui versano le coperture di eternit dei fabbricati della società e la qualità degli scarichi che provengono dagli impianti della Latina Ambiente che vengono immessi nella scolina dei campi. E’ nostro diritto sapere se le coperture di eternit sono sicure o meno e se il refluo degli impianti della società scaricato nelle scoline é inquinante o meno. Queste problematiche – ci tengono a precisare – sono state più volte rappresentate a personalità politiche del territorio, abbiamo ottenuto solidarietà nel corso della campagna elettorale poi il nulla. Ora vogliamo la garanzia che la situazione non sia dannosa”.
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PD – Immediato l’intervento del Pd: «Abbiamo appreso con profonda preoccupazione dello stato di degrado ambientale nel quale sono costrette a vivere alcune famiglie residenti dietro l’isola ecologica della Latina Ambiente in Via Bassianese». Il consigliere comunale del Partito democratico e presidente della commissione trasparenza del Comune di Latina Omar Sarubbo ha verificato di persone, recandosi immediatamente sul posto con il coordinatore del circolo Pd centro Gioacchino Quattrola, la situazione di criticità segnalata da un gruppo di residenti che si è riunito in un comitato intitolato pioniere della bonifica Tullio Cozzi. «Situazioni critiche e da chiarire senza indugi» commenta Sarubbo. «Aldilà dei rumori e cattivi odori ai quali i residenti si sono dovuti abituare – spiega Quattrola – è molto preoccupante lo stato fatiscente e pesantemente usurato delle coperture di amianto dei capannoni occupati dalla Latina Ambiente e in più è urgente analizzare gli scarichi che provengono dagli impianti della partecipata che vengono immessi nelle scoline dei campi». La scelta dei residenti di riunirsi in un comitato viene dopo anni di richieste a politici e amministratori che puntualmente, dopo aver manifestato simbolicamente la loro solidarietà, hanno snobbato la preoccupante vicenda. È arrivato dunque il momento di far chiarezza. «Noi li aiuteremo a ottenere le risposte che cercano – garantisce Sarubbo -, a individuare le eventuali responsabilità amministrative e a risolvere definitivamente il problema».
Il presidente della commissione trasparenza annuncia un’interrogazione all’assessore all’Ambiente «per sapere se conosce il problema e cosa intende fare per risolverlo»; la richiesta di audizione della Latina Ambiente in commissione trasparenza «per spiegare la natura di questi disagi e come eventualmente intende contribuire alla loro rimozione»; la richiesta urgente all’Arpa di analizzare le acque di scarico provenienti dall’isola ecologica della società. «Una città civile non può permettersi un degrado ambientale di questo tipo – concludono Omar Sarubbo e Giocacchino Quattrola – neanche se circoscritto a una piccola zona extraurbana».
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