OCCUPAZIONE ROSA
In scena la vicenda Tacconi Sud

Rosa Emilia Giancola

LATINA – Il Centro studi Angelo Tomassini e la Scuola di Sermoneta “ai campi nuovi”, nell’ambito del progetto Articolouno, presentano lo spettacolo “L’occupazione Rosa” per la regia di Massimo Ferrari con Anna Maria Teresa Ricci ed Enzo Provenzano, musiche originali di Francesco Ruggiero, alla voce Valentina Vetrano

 Lo spettacolo è tratto dai diari di Rosa Emilia Giancola con immagini dal documentario Atlantis di Massimo Ferrari e Gaia Capurso, prodotto da MaGa Production con il sostegno del Centro studi Angelo Tomassini e della Regione Lazio.

L’appuntamento è per sabato 15 dicembre alle 17.30 nell’ Auditorium Liceo Classico Dante Alighieri di Latina.

Ingresso (in forma di sottoscrizione): adulti 5 euro, studenti 2 euro

“Mi chiamo Rosa Giancola, sono un’operaia della Tacconi Sud. Questa è la prima notte di presidio all’interno della fabbrica…” E’ il 19 gennaio del 2011. Rosa e le sue compagne di lavoro occuperanno per cinquecentocinquanta giorni (e notti) la fabbrica in cui molte di loro hanno lavorato per vent’anni.

“Qui il tempo scorre in modo diverso, siamo noi a gestirlo perché non abbiamo altro, la nostra fabbrica e quello che è rimasto…”: l’esperienza del ‘dentro’, al di qua della “catena che abbiamo chiuso senza immaginare quale significato andavamo costruendo”, sollecita e rafforza la convinzione che il lavoro è segno irrinunciabile della propria identità e del riconoscimento sociale. Nello stesso tempo, amplifica la percezione del ‘fuori’:
“… nel silenzio di questo capannone siamo riuscite ad ascoltare meglio cosa accadeva oltre il cancello, confinate nelle nostre ragioni abbiamo osservato la deriva economica di questa provincia, le proteste di altri operai, da altre fabbriche, chiuse con gli stessi copioni, che hanno guardato ‘alle donne della Tacconi Sud’ come un esempio da seguire, una strenua resistenza di un Paese che non c’è più.”
Un Paese che non c‘è più: nell’incerto presente, come immaginare e ricostruire l’idea del lavoro?

 

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