SINDACATI PONTINI BOCCIANO PIANO SANITARIO
Latina aderisce alla fiaccolata sotto il Ministero

LATINA – Quale sanità per la provincia di Latina e per il Lazio?  CGIL, CISL e UIL di Latina con le rispettive Confederazioni del Lazio, ritengono necessario elaborare una proposta complessiva.

 “La sanità laziale è in piena emergenza – scrivono in una nota i segretari provinciali, Anselmo Briganti, Ewa Blasik e Luigi Garullo –  I livelli essenziali di assistenza non sempre possono essere assicurati. Nel contempo gli operatori del settore sono interessati alla cassa integrazione in deroga e in alcuni casi anche alla mobilità. In alcune strutture sanitarie non vengono corrisposte le retribuzioni da diversi mesi. Anche l’indotto (servizi di pulizia, lavanolo, mensa, manutenzione e sorveglianza) è investito da richieste di riduzione di personale, di orario di lavoro con il concreto rischio della perdita del posto di lavoro. Una situazione socialmente insostenibile”.

Da qui la bocciatura del Piano Bondi perché ” non può essere pensato solo per esigenze economiche, ma dovrà contemplare i nuovi e diversi bisogni di salute espressi dalla intera collettività”.

“Il disavanzo sanitario stimato per il 2013 essere di circa 900 milioni di Euro, pesa troppo sulla collettività, già gravata negli anni del continuo aumento dell’addizionale regionale (+1.7% in cinque anni), gravando maggiormente su lavoratori e pensionati ed in particolar modo sulle fasce deboli di reddito – aggiungono i tre segretari  –  Per decenni alla sanità del Lazio è mancata una vera programmazione e la politica non ha avuto il coraggio di effettuare riforme strutturali. Dal 2007 ad oggi è stata gestita come un costo da tagliare e non come una risorsa ed un volano per l’economia di questa regione. Per questo riteniamo necessario una nuova programmazione in cui la medicina territoriale, la continuità assistenziale e la presa in carico delle persone siano alla base di un nuovo sistema sanitario regionale. L’annuncio di nuove chiusure di ospedali pubblici e dei tagli alla sanità accreditata si aggiungono a quelli già effettuati nel corso degli ultimi 5 anni senza che queste abbiano prodotto i benefici sperati per i cittadini, in quanto lo sperato aumento dei servizi sanitari territoriali attraverso l’apertura di presidi di prossimità a favore dell’assistenza territoriale e domiciliare è ancora latitante. In questo momento CHIL, CISL e UIL oltre a sottolineare l’emergenza occupazionale che deriva dai tagli lineari, fanno emergere con medesima forza la conseguente mancanza di servizio e assistenza per i malati, ai quali non potrà essere garantito nemmeno il Pronto Soccorso”.

Briganti, Blasik e Garullo annunciano che aderiranno alla manifestazione con fiaccolata promossa da CGIL CISL e UIL di Roma e del Lazio, del prossimo 20 dicembre a Roma presso il Ministero del Tesoro in via XX settembre.

 

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