LATINA SOLIDALE
Luigi Garullo: “Vi racconto la storia di Singh”

Shares

Singh all’aeroporto circondato dalle persone che lo hanno aiutato

 LATINA – La storia di solidarietà che vi raccontiamo in questa pagina ci arriva da Luigi Garullo, segretario provinciale della Uil di Latina. E’ quella di un ragazzo indiano gravemente malato, giunto in Italia ad ottobre del 2011 con un visto di ingresso per lavoro stagionale, divenuto clandestino e ammalatosi di una grave patologia ossea. Un tumore che ha costretto i medici ad amputarli le gambe. Grazie alla solidarietà della sua comunità, ma anche grazie all’intervento di alcune persone di Latina che hanno preso a cuore il suo caso, Singh è ora tornato a casa, fra le montagne del Punjab dalla sua famiglia.

LA STORIA – “Il nome di questo ragazzo di 32 anni è Singh Baljinder, per ragioni che non conosciamo non è riuscito a completare la procedura di regolarizzazione, scivolando quindi in condizione di clandestinità”, scrive Garullo. “Ha lavorato alcuni mesi come bracciante agricolo nella zona di S. Felice Circeo (LT), dopodiché ha cominciato, purtroppo, ad avere gravi problemi di salute, fra cui complicazioni vertebrali a cui si aggiungeva una problematica oncologica ossea. Nel luglio 2012 viene sottoposto ad intervento chirurgico alla colonna vertebrale all’ospedale S.M. Goretti di Latina, perdendo l’uso delle gambe a seguito dell’intervento. Da quel momento la sua sofferenza diventa costante, ha 32 anni, ed è solo in Italia in quanto la sua famiglia composta da moglie e due bambine di 3 e 7 anni, vive in India in un villaggio montano della regione del Punjab, una zona a modesta economia agricola, con appunto la sua famiglia che insieme ai genitori, vive in condizioni di oggettiva povertà.

La sua condizione di clandestinità, il fatto che è solo in Italia, senza l’uso delle gambe e con gravi problemi di salute, gli rendono di fatto impraticabili eventuali tentativi di cure in strutture specializzate, quindi comincia a chiedere con convinzione e compostezza di essere aiutato a tornare in patria per ricongiungersi con la sua famiglia.

Ad ottobre del 2012 viene ricoverato presso l’ospedale ICOT di Latina, il tempo scorre lentamente, le difficoltà e i costi elevati per un rimpatrio che si presenta difficile, non riescono ancora ad essere superate.

“ A dicembre del 2012 – spiega Luigi Garullo Segretario Generale UIL Latina – grazie ad un appello diramato sulla stampa da Sergio Sciaudone, che ringrazio, vengo a conoscenza della situazione di questo sfortunatissimo ragazzo indiano, vado a trovarlo in ospedale con alcuni miei collaboratori e comprendiamo subito che bisognava fare qualcosa, che il ragazzo non poteva rimanere senza nemmeno la speranza, gli acquistiamo anche un busto necessario a farlo stare su una carrozzina e ad iniziare degli esercizi fisioterapici, inoltre come UIL attiviamo rapidamente una raccolta interna di solidarietà inviando subito un primo contributo alla sua famiglia.”

“ Singh Baljinder – continua Garullo – è un ragazzo straordinario, riferisce che suonava l’organo e la batteria, ha solo 32 anni ma ha lavorato più di sette anni a Dubai nel settore dell’edilizia, poi in altri paesi, poi in Italia, praticamente ha lasciato la sua casa nativa a poco più di venti anni per poter sostentare la sua famiglia in patria, non si lamenta mai, ringrazia sempre tutti, e i suoi grandi occhi si illuminano quando coglie la speranza di poter tornare a casa.”

“Comincio ad interessarmi di lui in profondità, sono colpito dalla sua forza e vado a trovarlo all’ICOT quasi tutti i giorni, mi accorgo – continua ancora Garullo – che molte persone gli sono comunque vicine, a partire dalla comunità indiana che è molto presente. Un conterraneo di Singh Baljinder che vive a Pontinia, tutti i giorni gli porta del cibo indiano, in quanto Singh mangia pochissimo ed è completamente vegetariano. Nel frattempo anche qualche ente locale interpellato, da segnali di disponibilità rispetto a questo dramma, unitamente ad alcune associazioni di volontariato e soprattutto alla UIL di Roma e del Lazio, che immediatamente si attiva, si trattava quindi – aggiunge Garullo – di tradurre in concretezza queste diversità di disponibilità, coordinandole.”

“Nei primi giorni di gennaio del nuovo anno – aggiunge ancora Garullo – decidiamo di rompere gli indugi, attraverso l’A.I.I.L. (Associazione Integrazione Immigrati Latina promossa dalla UIL), che anticipa e integra i costi per l’acquisto dei biglietti aerei per rimpatriare Singh insieme ad un accompagnatore, con un volo diretto da Roma a Delhi, in prima classe poiché le condizioni di salute di Singh necessitano di un viaggio breve e in un sedile largo e reclinabile. L’A.I.I.L. acquista anche una carrozzina ed un lettino per piaghe da decubito che Singh porterà in patria. Contestualmente tentiamo anche di coinvolgere l’O.I.M. Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, di cui l’Italia è paese fondatore e che viene Gestita dal Ministero dell’Interno, anche loro comprendono la situazione, interpellano il Ministero dell’Interno che in 36 ore concede all’O.I.M. una speciale autorizzazione per attivare un programma comunitario di assistenza in patria per Singh, unitamente ad un contributo cash che consegneranno a Singh in aeroporto.”

“Questa situazione drammatica – commenta nuovamente Garullo – ha fatto emergere una straordinaria capacità di solidarietà, che non conoscevo in questa qualità e dimensione.”

“Ieri sera 15 gennaio 2013 – continua Garullo – il ragazzo Baljinder ha lasciato il territorio nazionale ed ha raggiunto la sua famiglia in India, questo importante risultato umanitario è frutto di tanto impegno e di coinvolgimenti anche emozionali.”

“ Questa straordinaria esperienza mi ha arricchito profondamente – conclude Garullo – per questo risultato devo sinceramente ringraziare soprattutto la UIL di Roma e del Lazio nella persona di Rosella Giangrazi della Segreteria Regionale, che da subito si è straordinariamente attivata al mio fianco incoraggiandomi, sostenendo questa iniziativa e raccogliendo un importante fondo di solidarietà da inviare a Singh affinchè abbia speranze di cura in india, dove l’assistenza sanitaria è sostanzialmente a pagamento.

Ringraziamenti vanno anche alll’associazione di volontariato A.I.I.L. di Latina e al comune di Sabaudia che ha messo a disposizione un utile contributo economico.

Un particolare ringraziamento va al Sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi per la sensibilità che ha dimostrato, impegnandosi senza tentennamenti e non appena interpellato a mettere a disposizione un contributo economico importante per la risoluzione di questa situazione disperata.

Ringrazio anche l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e il Ministero dell’Interno per la professionalità e la rapidità con la quale in 36 ore ha risposto positivamente alla nostra sollecitazione, la signora Daniela dell’associazione Casa AIMA onlus di Latina che ha sostenuto Singh Baljinder in questi mesi, analogamente ad un medico del Goretti , ringrazio anche l’ICOT di Latina e i suoi assistenti sociali, sempre disponibili fino in aeroporto e l’associazione ES 24 che ci ha assistito in aeroporto, ringrazio la comunità indiana di S.Vito e di Pontinia, ed in particolare Nanda Devender, tutta la comunità indiana è infatti sempre stata vicina a Singh in questi mesi di sofferenza, evidenziando un grande senso di solidarietà e di comunità, ed infine ringrazio tutte quelle persone, che in silenzio hanno dato il loro piccolo contributo di impegno sociale.”

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Alto