PIANO REGIONALE RIFIUTI BOCCIATO
La Regione non ci sta: “Faremo ricorso al CdS”

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LATINA – “La Regione Lazio presenterà immediato ricorso al Consiglio di Stato contro la bocciatura da parte del Tar del Lazio del  piano rifiuti regionale “.

Mentre dilaga nei territori la protesta contro il decreto Clini, arriva inattesa e quanto mai tempestiva la sentenza del Tar del Lazio che  «ha annullato il piano di gestione dei rifiuti» varato dalla giunta Polverini: “ha violato le direttive europee2, si legge in sostanza nella sentenza.

Il presidente della provincia di Latina, Armando Cusani, canta vittoria: «Il piano regionale è da rifare, il ministro Clini non potrà più portare l’immondizia dei romani in tutto il Lazio». Ma la Regione non ci sta, lo comunica l’ente in una nota annunciando che si appellerà al Consiglio di Stato, perché  «ad una prima lettura della sentenza è evidente la contraddizione della decisione del Tar con la posizione della Commissione europea che, proprio sulla base del piano rifiuti adottato dalla Giunta Polverini e approvato il 18 gennaio 20102 dal consiglio regionale del Lazio, ha chiuso la procedura di infrazione con cui la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha condannato l’Italia per violazione della direttiva».

Il risultato di tale pronuncia  – secondo la Regione –  «è paradossalmente quello di lasciare le cose come sono e di esentare Province, Comuni e privati dagli obblighi definiti dal Piano e previsti a loro carico dal codice dell’ambiente”.

Ma sono proprio gli enti locali ad esultare per la bocciatura. In primis la Provincia di Latina che aveva presentato ricorso, contestando il piano regionale rifiuti  punto per punto, e che vede ora, in questa vittoria, le premesse per una nuova vittoria contro il Decreto rifiuti emanato dal Ministro Clini e fortemente indigesto a Latina. “Quel provvedimento è già carta straccia”, dice il Presidente della Provicnia Cusani.

Domani nuovo appuntamento: si terrà a Latina un consiglio provinciale tematico allargato alla conferenza dei sindaci per valutare azioni comuni di contrasto al decreto Clini.

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